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giutor
24th July 2014, 00:38
Tutto parte dall'esperienza di Petrus (si, sempre lui...:emoticon-0136-giggl) e quindi cerchiamo di creare, tutti insieme e senza essere faziosi ;) , un piccolo vademecum per chi ha in mente di andare nella terra dei canguri.
Alla fine cercheremo di tirare le somme.

L'Australia per chi?
Vogliamo iniziare a fare due macro aree? Ne facciamo una per i giovani, diciamo fino ai 25 anni, e un'altra per tutti gli altri.

Una premessa: DIAMO PER SCONTATO LA CONOSCENZA DELLA LINGUA INGLESE E NON A LIVELLO SCOLASTICO. Se non conoscete la lingua, organizzatevi per poterla conoscere e pianificate il tutto con questo obiettivo PRIMARIO.
Quindi, si può iniziare a dire che per i giovani le cose, da un certo punto di vista, sono più semplici. Un bel visto student o un WHV possono essere sufficienti per FARE UNA ESPERIENZA E MAGARI GETTARE LE BASI PER UN FUTURO AUSTRALIANO.
Il giovane ha spirito di adattabilità, meno necessità e meno pretese lavorative visto che, si presuppone, che abbia anche poche esperienze sul lavoro e poca professionalità acquisita. Si sostiene con poca spesa ed è disposto ad accettare spostamenti e lavori anche poco attinenti a titoli di studio e/o ulteriori specializzazioni su carta (attestati, corsi o similari) e, cosa di non poco conto, in genere si spostano da soli (senza partner).

Gli altri (over 25)
Qui le cose si complicano. Bisognerebbe, a mio avviso, fare una ulteriore macro divisione:
- chi parte con famiglia (moglie, compagna con o senza figli)
- chi parte da solo

Chi parte con famiglia,
ha sicuramente più difficoltà. Deve/devono pensare ad una sistemazione per due. Parlo sia logistica, sia, si presuppone, finanziaria. Le esperienze lavorative possono essere diverse e quindi potrebbero risultare buone, per uno, magari a Darwin e per l'altra a Melbourne..visto che è assodato che ogni città australiana ha diverse richieste e offre, o può offrire differenti opportunità. Nella maggior parte dei casi si punta ad una sistemazione stanziale.
La logistica non può essere quella del 25enne che magari può dormire nel sacco a pelo o nella stanza insieme a 3-4-5.... persone. Questo si traduce inevitabilmente in spese maggiori e riduce notevolmente la possibilità di scelta.
Il discorso finanziario. Direi fondamentale per chi decide la strada australiana. Il visto a cui si punta è il permanent per garantirsi il riconoscimento della propria professionalità acquisita, qualunque essa sia, sia attraverso lo skill sia attraverso lo sponsor. Per chi ha anche figli, il discorso si complica ulteriormente perché, bene o male, bisogna pensare anche a loro per tutte le cose che normalmente si sarebbero dovute fare anche stando in ItaGlia. Tradotto in soldoni: tanti soldoni in più .

Chi parte da solo,
togliamo tutto quello che riguarda il partner (e gli eventuali figli) che non c'è e ci accorgiamo che alla fine diventa un mix fra le disponibilità del 25enne con l'aggiunta, che comunque non è di poco conto, del riconoscimento delle capacità/professionalità concrete, dimostrabili acquisite. Le cose si semplificano rispetto al partire con famiglia ma comunque cominciano a diminuire le possibilità di trovare un lavoro visto che si cerca un lavoro attinente alle conoscenze o perlomeno con una retribuzione adeguata al proprio know-how (la cosa non cambia fra lo stare solo o con famiglia). Aiuta la possibilità di muoversi da una città ad un'altra, cosa più difficile se si ha la famiglia appresso.

Questo vuole essere un primo spunto.., giusto per iniziare a discuterne. Ci saranno da aggiungere tante altre cose e magari da correggerne tante altre.

Proporrei, per almeno qualche giorno, di dedicarci al primo punto: L'Australia per chi.
Poi passiamo al secondo punto: COME

:hi:

Petrus
24th July 2014, 03:16
Secondo me hai sbagliato almeno la divisione in fasce d'età. Il riferimento corretto da prendere è il WHV, quello è lo spartiacque fondamentale, quindi non sono 25 ma 31, gli anni. Secondo me, ovviamente :)

- - - Updated - - -


...Un bel visto student o un WHV possono essere sufficienti per FARE UNA ESPERIENZA E MAGARI GETTARE LE BASI PER UN FUTURO AUSTRALIANO....
Secondo me che non ci capisco niente, vanno bene solo per fare un'esperienza, nel 95% abbondante dei casi...

iGanz
24th July 2014, 04:12
Anche secondo me lo spartiacque dei 31 anni è da tenere in considerazione come primo parametro.
Anche se poi per chi ha figli sotto i 31 anni diventa comunque una limitazione.
Diciamo però che se puoi applicare per un whv puoi avere una bella occasione per conoscere l'Australia senza la pressione di dover decidere per forza cosa fare della tua vita.
Australia, per chi?
Innanzitutto per chi gli fumano con l'inglese. Basta con la storia dell'inglese scolastico. Non è sufficiente ascoltare i Coldplay per dire "me la cavo con l'inglese".
E poi è per chi se ne intende di "estero". Vivere a 16mila e passa km da casa non è uno scherzo. E se è la prima volta che ci si appresta a varcare i confini italiani è meglio optare per qualcosa di più vicino, tipo l'Irlanda o l'Inghilterra.
Poi è per chi ha un alto profilo professionale o tanti anni di esperienza alle spalle. Inutile dire che partire per l'Australia appena finite le superiori è un rischio inutile, a meno che non si voglia fare un'esperienza di lavoro-turismo (ovvero whv).
Infine l'Australia è per chi ha voglia di informarsi fino al limite del patologico.
È difficile immaginare di aver successo se non si sa come muoversi all'interno del mondo dei visti australiani. Anche qui, non è possibile comprare un biglietto e poi chiedere cosa sono le farm o come si fa a rinnovare un whv.
Infine, l'Australia è per chi ha un buon budget di partenza. Ci sono persone che ce l'hanno fatta e che fanno parte di quel 5% di cui parlava Petrus, ma sono tutte persone che potevano contare su paracadute grossi come case.
Anche perché partire dal basso (whv o student) significa poter fare lavori poco retribuiti. E se non si ha un bel conto corrente grassoccio, si rischia di dover fare la vita che facevano gli immigrati in America 100 anni fa...tanta pasta in bianco e tante scatolette di tonno.
Concludo dicendo che l'Australia al momento è per chi ha il fattore C bello sviluppato...se è vero che vengono concessi circa 700/800 visti permanenti agli italiani ogni anno, significa che con tutta la popò di gente che sta venendo giù, bisogna esser abbastanza fortunati per rientrare in quella piccola percentuale.

bobsburger
24th July 2014, 05:19
CHI?
ovviamente chi ha un cognome inglese e in italia non ci ha mai messo piede, altrimenti i software se ne accorgono.
Poi aggiungerei chi fa pizza, perchè gli australiani che sono sia lazy che incompetenti sono anche convinti che gli italiani debbano essere relegati in ristorante.
Questo è quello che ho capito leggendo questo forum nell'ultimo mese.

Scherzi a parte, puoi emigrare all'età che vuoi, ovviamente avere qua la famiglia ti riduce la flessibilità e aumenta i costi. Diciamo che è molto piu discriminante la professione che fai, piu si basa su conoscenze/qualifiche locali più è difficile. Più non hai una professione ben definita in termini di pathway studio-lavoro più è difficile. Più parli un inglese maccheronico più è difficile.

Però ci sono le eccezioni, un mio amico pugliese è arrivato a sydney senza sapere UNA parola d'inglese e con una triennale in tasca, si è fatto sfruttare per bene per 3 anni imparando la lingua, poi è stato sponsorizzato come professore ed è appena diventato permanent! Un'altra mia amica qua a perth è stata la prima whv ad essere assunta da un ospedale australiano (che però non potrà sponsorizzarla ma vale come esperienza per lo skilled).

in sostanza devi essere dinamico, devi saperti autocriticare e sopratutto devi comportarti da australiano. cercare lavoro tramite conoscenze e favori non riesce quasi (quasi) mai.

Kuriatko
24th July 2014, 10:03
Chi parte con famiglia,
ha sicuramente più difficoltà. Deve/devono pensare ad una sistemazione per due. Parlo sia logistica, sia, si presuppone, finanziaria. [.....]

Chi parte da solo,
togliamo tutto quello che riguarda il partner (e gli eventuali figli) che non c'è e ci accorgiamo che alla fine diventa un mix fra le disponibilità del 25enne con l'aggiunta, che comunque non è di poco conto, del riconoscimento delle capacità/professionalità concrete, dimostrabili acquisite. Le cose si semplificano rispetto al partire con famiglia .........

:hi:[/B]


Secondo me hai sbagliato almeno la divisione in fasce d'età. Il riferimento corretto da prendere è il WHV, quello è lo spartiacque fondamentale, quindi non sono 25 ma 31, gli anni.


Anche secondo me lo spartiacque dei 31 anni è da tenere in considerazione come primo parametro.
[......]
Poi è per chi ha un alto profilo professionale o tanti anni di esperienza alle spalle. Inutile dire che partire per l'Australia appena finite le superiori è un rischio inutile, a meno che non si voglia fare un'esperienza di lavoro-turismo (ovvero whv).
Infine l'Australia è per chi ha voglia di informarsi fino al limite del patologico.
È difficile immaginare di aver successo se non si sa come muoversi all'interno del mondo dei visti australiani.

Doh.... io ne ho appena fatti 32 :). Però - se mi sposterò - lo farò soltanto con il permanent già in tasca. Quindi direi che sono una buona via di mezzo. Fino a 32 anni, infatti, si ottiene il massimo punteggio per i visti skilled e - se mi sposterò - io sarò intorno ai 33.
Inoltre - se mi sposterò - lo farò con la partner al seguito che, per nostra grande fortuna, ha un lavoro "portabile" che quindi ci garantirà senza interruzioni la stessa entrata che lei già ha ora stando qui in Italia. Quindi dal mio punto di vista avere la partner è un buon vantaggio, perché ci garantirà da subito un minimo di sicurezza economica! Ciò dovrebbe consentirci di affittare una casetta/appartamentino per due persone e, pur senza lussi, dovremmo riuscire a sistemarci in modo confortevole evitando soluzioni più avventurose.
Per quanto riguarda l'alto profilo professionale, invece, ritorno a dire che - secondo me - è necessario comunque riqualificarsi per rispecchiare le richieste locali (e ciò richiede un po' di tempo per corsi + abilitazioni + patentini et simili da mettere in conto). Qua in Italia ho la laurea e l'abilitazione professionale, ma non posso pretendere di farle valere "in automatico" in Australia.


CHI?
ovviamente chi ha un cognome inglese e in italia non ci ha mai messo piede, altrimenti i software se ne accorgono.
Poi aggiungerei chi fa pizza, perchè gli australiani che sono sia lazy che incompetenti sono anche convinti che gli italiani debbano essere relegati in ristorante.
Questo è quello che ho capito leggendo questo forum nell'ultimo mese.

OT DI MODERAZIONE: se puoi, evita di fornire risposte dai toni palesemente provocatori. Altrimenti non ti stupire se gli altri utenti - soprattutto se attraversano un momento di difficoltà e/o cercano un aiuto (anche solo psicologico) nel forum - ti rispondono "con astio". Ciò indipendentemente dal fatto che le loro lamentele possano sembrarti ridicole o irreali: in tali casi puoi provare a esprimere il tuo parere discordante con modalità meno provocatorie e vedrai che nessuno ti risponde male.
Non è la prima volta che lo fai. Se poi proprio non ne puoi fare a meno... pazienza...


Diciamo che è molto piu discriminante la professione che fai, piu si basa su conoscenze/qualifiche locali più è difficile. Più non hai una professione ben definita in termini di pathway studio-lavoro più è difficile. Più parli un inglese maccheronico più è difficile.
[......]
in sostanza devi essere dinamico, devi saperti autocriticare e sopratutto devi comportarti da australiano. cercare lavoro tramite conoscenze e favori non riesce quasi (quasi) mai.
Condivido tutto: si può essere bravi quanto si vuole nel proprio lavoro (in Italia), ma resta il fatto che dall'altra parte del mondo quello stesso lavoro sarà sempre e comunque svolto in maniera diversa e secondo gli usi e le abilitazioni del posto (che spesso l'immigrato NON ha e deve programmare il tempo necessario per conseguirle).

bobsburger
24th July 2014, 12:32
OT DI MODERAZIONE: se puoi, evita di fornire risposte dai toni palesemente provocatori. Altrimenti non ti stupire se gli altri utenti - soprattutto se attraversano un momento di difficoltà e/o cercano un aiuto (anche solo psicologico) nel forum - ti rispondono "con astio". Ciò indipendentemente dal fatto che le loro lamentele possano sembrarti ridicole o irreali: in tali casi puoi provare a esprimere il tuo parere discordante con modalità meno provocatorie e vedrai che nessuno ti risponde male.
Non è la prima volta che lo fai. Se poi proprio non ne puoi fare a meno... pazienza...


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sgrunta68
24th July 2014, 22:25
Bene, Bobsburger, sei così contento dell'Australia, buon per te. Evidentemente tu sei fatto per stare in quel paese.

Ci sono persone che invece non si trovano altrettanto bene o scoprono i limiti e le pecche che si nascondono sotto la patina dorata dell'Australia (e ce ne sono parecchie, per chi le vuole vedere).

Del resto, l'Australia non è per tutti, dipende da cosa hai lasciato alle spalle, allo stile di vita personale.

Ho visto questo articolo, certo è un po' generico, ma ci sono degli spunti interessanti
Australia o Stati Uniti? Tre suggerimenti per scegliere dove trasferirsi - Panorama (http://economia.panorama.it/lavoro/australia-stati-uniti-suggerimenti-per-scegliere-dove-trasferirsi)

bobsburger
25th July 2014, 06:04
sgrunta, ci mancherebbe ma bisognerebbe anche essere obiettivi e confrontare pere con pere e mele con mele.
Gli inglesi dicono 'quando sei a roma fai come fanno i romani' è un detto che bisognerebbe avere molto chiaro secondo me, perchè quando uno ha un insuccesso dove gli altri invece riescono, basterebbe fermarsi e chiedersi che cosa sto facendo di diverso da loro?
Sono sicuro di avere interpretato bene quella cultura o quel mondo del lavoro?

Io come anche altri, ai primi curriculum non ricevevo manco l'email di cortesia, al che mi sono posto delle domande e ho continuato a cambiarlo anche in modi che non ritenevo potessero funzionare secondo i miei schemi originari finchè qualcosa ho ottenuto. Un altro mio amico per esempio ha deciso di comprare la guida di italiansinfuga per come fare il curriculum ed è stato chiamato e sponsorizzato (ovviamente non voglio fare pubblicità, per dire che si è fatto sistemare il curriculum da uno che sapeva il fatto suo). Ora io non è che avessi sto gran resumè, anzi faceva un po pena ma evidentemente se prima ti chiamano e poi no, il modo in cui ci si pone cambia parecchio le cose.

Permettimi di essere dubbioso quando sento persone con sicuramente tanta sudata esperienza sulle spalle e visti permament dire che in 6 mesi non sono manco riusciti a trovare lavori casual, e delle centinaia di curriculum poche o nessuna risposta. Sono dubbioso perchè o stavi cercando di vendere gelati al polo nord oppure stavi sbagliando qualcosa tu dato che di tutti gli abitanti che sono in australia 1 su 4 non è nato qua, cioè il 25% della popolazione, e sta gente ha un lavoro suppongo, ma non penso che facciano tutti pizze o kebab.
E il fatto che esprimendo questi dubbi, o anche solo un po di sarcasmo verso certe leggende metropolitane veda la gente rivoltarsi come se chissà che gli avessi detto mi fa pensare che i miei dubbi qualche fondo di verità ce l'hanno. Daltronde siamo su un forum, può capitare di avere opinioni diverse, se invece siamo qui solo per fare un muro del pianto allora ditelo che me ne vado volentieri.

Petrus
25th July 2014, 07:54
In linea di massima concordo con te, Bob, anche il fatto di scrivere cover letters e resume in maniera diversa dai nostri standards, facendosi aiutare da gente del posto e del mestiere è una strada che ovviamente ho percorso.

Tra tante banalità, una frase invece del tuo post mi ha colpito:
...o stavi cercando di vendere gelati al polo nord...

Ecco, la sensazione è questa: di star offrendo una merce che non interessa.
Il che potrebbe essere, per carità, non è detto che ciò che fai debba essere richiesto dappertutto.
Però allora spiegami perché razzo mi hai dato un 190, se la skill non è richiesta, convincimi che non lo hai fatto per i soldi che ti ho pagato ne per quelli che sto spendendo per mantenermi e tornerò ad avere una buona opinione di te.

@Bob, sarcasmo ok, ma non hai capito o non mi sono spiegato: tu parli come se chi scrive fosse stupido, come se non fosse in grado di elaborare i ragionamenti più banali ne di giungere alle conclusioni più ovvie. E' questo che indispettisce.

giutor
25th July 2014, 15:20
il post di bob, come lo ha posto, anche a me non dispiace. C'è della logica supportata dai fatti in quello che scrive. Ora, le situazioni possono essere estremamente differenti fra di loro e quindi non generalizzabili. Posso solo dire che Aldo, conoscendolo di persona, è uno che lascia poco al caso, ma è anche vero, e l'ho scritto, che forse il suo gelato era da vendere o promuovere non solo ad Adelaide che, sempre per quello che so, non è il massimo in fatto di opportunità di lavoro... Il vincolo del luogo lo ritengo determinante per una ricerca di lavoro, almeno in una prima fase di approccio al lavoro e alla realtà di un paese come l'Australia.

sgrunta68
25th July 2014, 16:51
Scusate ma a me vien da ridere quando - giustamente - parlate di scrivere bene i CV, redigere una bella e accattivante cover letter, di "fare gli australiani in australia". Sì certo, tutto vero, in teoria. La realtà talvolta è ben diversa.
Bene, vi racconto un aneddoto, del tutto personale e legato a dove vivo.
Mio marito lavora all'aeroporto, ogni tanto deve assumere personale, sia casual che permanent (ahimè non può assumere me), per mansioni che vanno dall'addetto al check in desks ai sales executives. Premetto, la paga non è enorme, ma visto che il lavoro a Brisbane scarseggia..insomma...
Ha portato le applications a casa, io le ho lette e mi sono messa le mani nei capelli, pensando a che tipo di CV e di cover scrivo io, con estrema cura, sudando sette camicie e facendoli rileggere da madrelingua.
I CV migliori erano di pochi "emigrati", precisi, scritti senza errori, con cover letter magari elementari, ma fatte bene.
Calo un velo pietoso su cosa i cari giovani aussie avevano mandato. Penso che una pecora in stato di ebbrezza sarebbe stata di scrivere CV migliori: gravi errori di grammatica, esperienze irrilevanti, frasi senza capo nè coda, cover letter demenziali.

Quindi mi sono fatta qualche domanda: questi sono i competitors con cui mi devo confrontare???
Mi sono scoraggiata.

Ovviamente mio marito, che è sì australiano, ma è vissuto sempre all'estero ed è decisamente diverso dall'australiano medio, ha assunto gli immigrati: una iraniana e una giapu.

Poi sull'onestà degli australiani, vabbè, avrei altri aneddoti, che mi hanno fatto riflettere...

Petrus
25th July 2014, 17:25
...forse il suo gelato era da vendere o promuovere non solo ad Adelaide...Infatti, come già scritto numerose volte, da qualche mese sto inviando resume in tutta l'Australia. Esito identico, per altro.

Petrus
25th July 2014, 17:33
...Quindi mi sono fatta qualche domanda: questi sono i competitors con cui mi devo confrontare???
Mi sono scoraggiata...

Non sei l'unica: oggi mia moglie è stata mezz'ora al telefono con una recruiter di Melbourne che, entusiasta dell'esperienza internazionale di Lara, a fine telefonata ha dovuto ammettere che "lei è molto molto qualificata, sicuramente la candidata più adatta a mio avviso, ma purtroppo il cliente, come nel 99% dei casi, ci ha richiesto esperienza locale quindi non potrò presentarla. Mi dispiace, arrivederci".

Ora, un mercato del lavoro che nel 99% chiede esperienza locale, a voi non pare un tantino xenofobo?
E poi, ma che razzo vuol dire esperienza locale nel disegno di vetrine di negozi di moda?
Sò tutte uguali da Pechino a NY passando per Londra, a chi volemo pijà pe'r cuBo?

sgrunta68
25th July 2014, 19:14
Ora, un mercato del lavoro che nel 99% chiede esperienza locale, a voi non pare un tantino xenofobo?
E poi, ma che razzo vuol dire esperienza locale nel disegno di vetrine di negozi di moda?
Sò tutte uguali da Pechino a NY passando per Londra, a chi volemo pijà pe'r cuBo?

E in Italia, le vetrine sono fatte bene, mica come le schifezze di vetrine orrende e pacchiane del pieno centro di Brisbane.
Non è solo xenofobia, a me pare ignoranza, limitatezza e un certo conformismo e incapacità - per usare un tipico slang degli annunci di lavoro - to think out of the box. E ahimè il limite invalicabile dei 40 anni è ben reale, almeno nel mio caso.

Comunque, se sento di altre ricerche di personale, vi avviso!

Petrus
26th July 2014, 03:01
Comunque, se sento di altre ricerche di personale, vi avviso!
:emoticon-0148-yes:

bobsburger
26th July 2014, 05:13
Non è questione di xenofobia è che si vuole gente che sia ready a produrre reddito dal giorno 1, gli esperimenti si preferisce farli fare ad altri, anche perchè essendo un mercato del lavoro dinamico finisce che dopo che ad uno gli hai fatto fare esperienza quello se ne va. Xenofobia è tutta un'altra cosa.

Potrei dire che riguardando i miei primi resume era capibile che non sarei stato pronto dal day 1, e visto che i datori di lavoro devono pagare in genere si preferisce chi ha esperienza, poi però è capitato il capo ad un colloquio e mi ha preso. Ed è il motivo per cui nella stragrande maggioranza dei casi i colloqui con i recruiter sono inutili, forse solo nell'it sono utili per gli stranieri. Bisognerebbe parlare direttamente col proprietario o col manager responsabile della gestione, insomma vendersi bene.
Probabilmente tua moglie se avesse trattato direttamente col proprietario sarebbe stata presa, ma evidentemente il recruiter aveva altri candidati che magari brillavano meno, ma avendo esperienza locale erano preferibili perchè già collaudati.

Quando parlo di capacità di intepretare il mercato locale mi riferisco a commenti tipo quello di sgrunta68 delle vetrine, cioè se agli australiani piacciono e agli italiani no, evidentmente c'è una differenza culturale piu grande del 'questi sono dei tamarri, colonizziamoli!' (iperbole per fare capire il concetto). I tipici ristoranti italiani funzionano, ma i ristoranti di ispirazione italiana rivisitata (tipo jamie's a perth) hanno la fila fuori dal locale.

Petrus, credimi vorrei poterti dire fai questo o quest'altro che stai sicuro, però le cose che posso sapere di te leggendo un post saranno il 5%, quindi magari finisco per scrivere qualcosa che per te è una banalita, purtroppo solo tu conosci il lavoro che fai e il mercato a cui ti proponi e solo tu puoi maturare quella sensibilità nel venderti bene che ti fa passare da nessuna risposta a contratto firmato. È ovvio che tu sia inrazzato in questo momento ma ti ripeto che in questo paese il 25% delle persone è nata abroad, quindi dubito fortemente che sia un paese xenofobo che non concede chances a chi viene da fuori.

Io ho due amici avvocati, in italia, preparazione uguale, risultati opposti e quando quello che non riesce parla dell'altro si inrazza perchè a suo parere hanno lo stesso modo di porsi, ma può essere solo fortuna se uno le sbaglia tutte e l'altro le azzecca tutte?

E finiamola con sta storia di chi è o non è stupido, ho sempre e solo parlato di capacità di intepretare il mercato locale.

sgrunta68
26th July 2014, 09:57
Quando parlo di capacità di intepretare il mercato locale mi riferisco a commenti tipo quello di sgrunta68 delle vetrine, cioè se agli australiani piacciono e agli italiani no, evidentmente c'è una differenza culturale piu grande del 'questi sono dei tamarri, colonizziamoli!' (iperbole per fare capire il concetto). I tipici ristoranti italiani funzionano, ma i ristoranti di ispirazione italiana rivisitata (tipo jamie's a perth) hanno la fila fuori dal locale.


"Sarcasm", ho usato lo stesso tuo registro linguistico, ma evidentemente non ho avuto successo...

Il mio commento è relativo al fatto che il design e l'estetica italiana sono apprezzati in tutto il mondo e che avere a disposizione come candidato un italiano bravo e competente, magari che costa meno degli altri, può essere un valore aggiunto, da rivendere a caro prezzo al cliente che segui come recruiter.

Parli di andare direttamente alla fonte dell'annuncio di lavoro e di evitare i recruiters. E come fai a venderti bene direttamente al manager, tu candidato, quando non sai chi è il cliente? Spesso ti devi affidare all'intelligenza di chi ti sta davanti, ma a quanto pare non serve.

Brisbane (ma non Sydney o Melbourne) sì, è tamarra e tremendamente pacchiana. Infatti, io, che sono snob e classista e anche estremamente antipatica, non ci sto bene. :nerd:

Insomma, scherzi a parte, tornando al titolo della discussione
Se gli australiani sono tamarri, chi può emigrare in Australia e avere successo??
Solo i tamarri - giovani con un livello elevato di inglese??

Ai post l'ardua sentenza!

aussie_napoli
26th July 2014, 11:56
"Dipende da quanto di te stesso sei disposto a sacrificare, quanto e se sei disposto a svenderti, quanto conta per te l'Australia"

questa è una frase dell'utente ormaicisono che riguardava il topic Ingegnere emigrato e tornato dall'Australia - La storia di outsider74.

io penso che in questa frase siano concentrati un po' tutti gli interventi fatti in questo topic, è ormai chiaro a tutti che siamo noi ad entrare in un nuovo paese e una nuova cultura per cui bisogna gioco forza adeguarsi al modo di fare e di vivere che vige nel paese in cui si sceglie di andare per crearsi un nuovo futuro.

condivido alcune cose scritte da Bob, ma spesso leggo la parola "sapersi vendere" che vorrei capire in che cosa consiste nel senso che devi venderti raccontando stupidità e cretinate varie passando così per lo spaccone italiano buffone, ma se hai i requisiti, hai le esperienze che ti chiedono insomma rispondi a quanto chiesto dalle loro richieste in che cosa altro devi saperti vendere ???

bobsburger
27th July 2014, 05:41
Aussie se la metti come dici tu vuol dire che hai due alternative: o fai il morto di fame "vi prego datemi un lavoro io povero emigrato qualsiasi cosa vi prego, vi lavo anche la macchina" o lo splendido "io amico di armani e montezemolo vi porterò sulla copertina di Time entro 6 mesi"
In realtà entrambe lefigure sono abbastanza patetiche, come tu stesso sottolinei.
Sapersi vendere non lo intendo certo in quel modo, intendo cercare di capire cosa stanno cercando e offrirgli quello.
Se un annuncio dice che cercano un site supervisor con tertiary qualifications (giusto x restare in un ambito che conosco bene) tu se arrivi col diploma di geometra non ti prendono perchè quelle due parole tertiaty qualification, non vogliono dire 'un pezzo di carta qualsiasi' ma uno specifico set di conoscenze di regolamenti e tecniche LOCALI e di requisiti legali che devi avere che ti devi studiare ed ottenere prima ancora di applicare.

Un altro esempio, quante volte si legge della difficolta di entrare nei mining sites nel nord del wa senza raccomandazione, io qualche tempo fa postai una specie di miniguida che avevo trovato su un'altro forum, con qualche corso da 1-2 giorni da fare per ottenere le varie abilitazioni. La stessa guida la mandai in privato a diversi amci, sai che faceva la gente? Scriveva sul curriculum che era pronta a prendere tutti quei ticket ma aspettava prima di essere assunta, ovviamente no good luck, un amico zero titolo di studio, zero esperienza ha solo fatto i ticket e 15 giorni dopo era gia a Tom Price a lavorare.
Un mio amico elettricista ha guardato su internet le carte che gli servivano per farsi registrare, fatto tutto e 5 giorni dopo la registrazione rifiutava un contratto da 230mila dollari per fare FIFO a Dampier, perchè aveva passato il colloquio ma lui mica aveva capito che era un lavoro fifo. Oggi lavora tranquillo alla downer edi e si è quasi finito di pagare la casa, a 27 anni, mica male per un elettricista straniero che lavora in un mercato xenofobo. Però ovviamente prima di andare alla downer lui sapeva che per aumentare le sue possibilità avrebbe dovuto prendere un paio di ticket, ma ha usato google x scoprirlo mica la sfera di cristallo.

Lo stesso puo essere per tutte le professioni, cercare di capire cosa vuole il mercato locale ed agire in modo da essere piu vendibili sul mercato locale. È chiaro adesso?

aussie_napoli
27th July 2014, 13:32
perfetto Bob, forse era la parola "sapersi vendere" che non rendeva bene l'idea, ora spiegato così aiuta a capire meglio, diciamo che "sapersi adeguare" ricalca meglio tutto ciò che hai scritto riguardo il mercato del lavoro australiano. Però è da capire la delusione di Petrus, che ha differenza degli esempi che hai fatto tu, di fatto ha dimostrato al governo australiano di avere le capacità e le esperienze necessarie per poter lavorare in AU avendo avuto un visto permanent prima di partire e trasferirsi ad Adelaide. Ora mi sembra chiaro che "uno specifico set di conoscenze di regolamenti e tecniche LOCALI e di requisiti legali che devi avere che ti devi studiare ed ottenere prima ancora di applicare" sia stato già vagliato e dato per scontato che sia nelle competenze di Petrus visto che l'immigrazione australiana gli ha rilasciato il visto. Ora è da capire quali parametri usano i recruiter o, chi per esso sia, quando poi fanno i colloqui per assumere personale. Penso che più che parole come xenofobo o razzismo possiamo usare la parola "protezione" nel senso che se poi alla fine per tanti posti vale la regola di esperienza locale allora c'è poco da fare.

Kuriatko
27th July 2014, 15:02
..... Ora mi sembra chiaro che "uno specifico set di conoscenze di regolamenti e tecniche LOCALI e di requisiti legali che devi avere che ti devi studiare ed ottenere prima ancora di applicare" sia stato già vagliato e dato per scontato che sia nelle competenze di Petrus visto che l'immigrazione australiana gli ha rilasciato il visto......
Io invece penso che l'equivoco nasca proprio da questo ragionamento.
Ottenere il visto "skilled" NON significa vedersi già riconosciute in automatico le proprie professionalità. Ritengo che l'errore sia proprio quello di dare per scontato che - una volta ottenuto il visto dal Governo australiano - il mercato del lavoro sia pronto a riconoscere le nostre professionalità italiane e ad accoglierci con stipendi a sei cifre.

Petrus
27th July 2014, 16:50
Ottenere il visto "skilled" NON significa vedersi già riconosciute in automatico le proprie professionalità....

Guarda che ti confondi: lo skills assessment da alla tua professionalità overseas una equivalenza australiana.
Tant'è che il positive outcome ti certifica come persona che è competente in un determinato codice ANZSCO.

E' esattamente questa la sua funzione, e se sostieni una tesi diversa non hai capito cos'è lo skills assessment.

- - - Updated - - -

Il punto, però, è secondo me un altro: che razzo concedi a fare visti per esercitare determinate professioni, quando poi per esercitare quelle professioni si richiede esperienza locale PREGRESSA?
Se vengo con un visto, vengo da fuori. E se vengo da fuori non ho esperienza locale. Non si sfugge da questo sillogismo.

Kuriatko
27th July 2014, 17:21
Confermo di non aver approfondito e non aver capito lo skill assessment: nella mia testa è solo una cosa propedeutica ai visti e che non dà nessun altro titolo "ufficiale" o immediatamente spendibile sul mercato del lavoro australiano.

Comunque la situazione è molto simile a quella dei giovani neolaureati: tutte le aziende li vogliono giovani e CON esperienza. Ma se a un giovane nessuno dà mai la prima opportunità di fare esperienza dopo la laurea, quello rimarrà sempre senza esperienza.

Petrus
27th July 2014, 17:26
Confermo di non aver approfondito e non aver capito lo skill assessment: nella mia testa è solo una cosa propedeutica ai visti...
Ammetterai che non stiamo parlando di cosa ci sia nelle nostre teste, ma di ciò che è scritto su documenti ufficiali, no?
Per chiarificarti un poco la valenza di uno skills assessment, tieni presente che a mia moglie è bastato per iscriversi al Designers Institute of Australia, ovvero il suo ordine professionale (al modico costo di 600$, ovviamente...)


Comunque la situazione è molto simile a quella dei giovani neolaureati...Appunto: una situazione deprecabile. Ed è ciò che stiamo facendo: deprecare una situazione che non va bene.

bobsburger
27th July 2014, 20:14
Io invece penso che l'equivoco nasca proprio da questo ragionamento.
Ottenere il visto "skilled" NON significa vedersi già riconosciute in automatico le proprie professionalità. Ritengo che l'errore sia proprio quello di dare per scontato che - una volta ottenuto il visto dal Governo australiano - il mercato del lavoro sia pronto a riconoscere le nostre professionalità italiane e ad accoglierci con stipendi a sei cifre.

appunto!
sai costruire le case? entri come builder ma non puoi esercitare la professione finche' non ti registri all'albo dei builder locali perche' avrai anche le competenze ma ti mancano le conoscenze: devi conoscere i regolamenti locali che per forza non puoi conoscere se vieni da un altro paese. Non puoi sapere come devi fare un contratto di vendita di legge australiana se non l'hai studiato, o come affrontare una controversia con un cliente/fornitore. Senza di quelle non parti e almeno nel mio settore e' anche giusto che sia cosi', nonostante io stesso mi lamentassi al momento di fare gli esami.
Sei un idraulico? ok entra, ma devi registrarti al tuo albo perche' devi installare gli impianti in un certo modo come diciamo noi, non come dici tu.

Negli altri settori che non sono regolati e' piu una legge di mercato, ma sicuramente ci sono delle differenze tra come disegnano le vetrine in australia e in italia che io magari non so cogliere ma tua moglie sicuramente si o delle convenzioni diverse da utilizzare nel disegno tecnico. Nell'it probabilmente le differenze sono assolutamente nulle.
L'altra volta sentivo un'intervista ad un fotografo che persino lui si e' dovuto fare un corso per vendersi meglio sul mercato locale, e guarda un po ammetteva che gli era stato utile per capire alcune cose che si facevano di diverso.
Se un geometra italiano mi chiedesse: posso venire li a disegnare casette? gli risponderei, o vieni e investi in qualche corso per capire quello che si aspettano da te, oppure anche che tu vieni con permanent e tutto, farai la fame perche' il tuo prodotto non e' conforme agli standard locali. E queste cose le scrissi in tempi non sospetti.

Certo e' che l'ultima cosa che vogliono e' avere gente che viene qua e rimane unemployed, perche' poi gli devono pagare il centerlink, servizi sanitari e balle varie e credimi che a loro conviene molto di piu se tu produci reddito per trent'anni che se spendi qualche risparmio e dopo 6 mesi te ne ritorni. E questo e' anche il motivo per cui aggiornano i limiti numerici delle liste sol ormai con cadenza trimestrale se non ricordo male.
Va bene inrazzarsi, ma oltre ai visti indipendent ne esistono tanti altri che costano meno se la memoria non mi inganna, un banale turistico solo per cercare lavoro fino allo sponsor, costa zero e ti consente di fare 3+3 mesi. Solo che poi tutti gli altri servizi costano (giustamente) di piu, quindi alla fine il permanent rimane a mio avviso la scelta piu intelligente per uno che ci vuole provare, sopratutto se dietro ha una famiglia e deve pagare scuole, assicurazioni e balle varie.

Petrus
28th July 2014, 07:47
appunto!
sai costruire le case? entri come builder ma non puoi esercitare la professione finche' non ti registri all'albo dei builder locali perche' avrai anche le competenze ma ti mancano le conoscenze...
Si, la tua teoria è tutta molto bella.
La realtà però non è, quantomeno non sempre, così.
Come scrivevo nel post sopra, se lo hai letto, mia moglie ha ottenuto ormai quattro mesi fa lo stato di member of Designers Institute of Australia, ovvero il suo albo professionale di riferimento, avendo passato positivamente lo skills assessment ed il riesame dello stesso da parte della commissione DIA. Tale commissione la ha evidentemente riconosciuta in grado di esercitare in Australia, o forse la ha solo ritenuta in grado di sborsare 600$ di quota annuale?
Comunque, pur con l'iscrizione all'albo, i potenziali employers rifiutano la candidatura adducendo la balla della mancata local experience.



...sicuramente ci sono delle differenze tra come disegnano le vetrine in australia e in italia...
Capisco che tu non sia del settore, ma le vetrine che ha disegnato negli ultimi sette anni per marchi come Dolce & Gabbana, Ermenegildo Zegna, Armani e diversi altri sono assolutamente identiche in ogni parte del mondo in cui sono state installate, sia quelle per l'Europa, che per le Americhe, il mercato asiatico che, anche, per l'Australia dove le ultime, a Brisbane e Sydney, sono state montate proprio mentre noi eravamo in volo dall'Italia ad Adelaide.
Queste informazioni sono contenute nel suo portfolio, nel resume e nelle reference letters, e anche verificabili. Ma ancora i potenziali employers rifiutano la candidatura adducendo la balla della mancata local experience.



Certo e' che l'ultima cosa che vogliono e' avere gente che viene qua e rimane unemployed, perche' poi gli devono pagare il centerlink...
Forse non lo sai, ma la maggior parte degli aiuti di Centrelink è soggetta ad un waiting period di 24 mesi.
In questo modo sono sicuri che se non trovi un lavoro possono dissanguarti per bene senza rimetterci un cent :wink1:



E questo e' anche il motivo per cui aggiornano i limiti numerici delle liste sol ormai con cadenza trimestrale se non ricordo male....
Certo, lo fanno talmente bene che, pur non essendo mai comparso negli ultimi sei mesi nemmeno un annuncio su seek o altri siti per la professione di mia moglie in tutto il South Australia, la sua Skill è ancora in "High availability" nella CSOL di questo stato. Sò veramente precisi e puntuali a compilà 'ste liste, avoja... :D :emoticon-0140-rofl: :emoticon-0140-rofl:

giutor
28th July 2014, 11:49
"...Il mio commento è relativo al fatto che il design e l'estetica italiana sono apprezzati in tutto il mondo e che avere a disposizione come candidato un italiano bravo e competente, magari che costa meno degli altri, può essere un valore aggiunto, da rivendere a caro prezzo al cliente che segui come recruiter. ...

straquoto.
Ora non cerchiamo di difendere l'indifendibile. Il bianco è bianco e il nero è nero. Quindi, quel recruiter è meglio che vada a lavorare nelle farm.. ;). Le cose che sappiamo fare bene non sono tante, ma su quelle poche che ci lascino stare... ;)

impaziente78
29th July 2014, 15:00
Io caro Giutor vengo a rompere le scatole, e sicuramente quello che dirò non piacerà a tutti, ma io sono in quella categoria che dopo i 31 anni è sposata con prole, ha fatto il salto, devo dire che è dura, ma non mollo e se tutto va come deve andare, mio marito verrà presto sponsorizzato, che dire siamo stati fortunati, ho conosciuto le persone giuste, che ci hanno dato fiducia, apprezzano il nostro modo di lavorare, forse ci siamo venduti bene come dice Bob, forse c'è lo siamo meritato, anni di sacrifici e mai una gioia in quel "merdaviglioso" paese chiamato Italia,o forse per tutte queste cose messe insieme chi lo sa!!! Non me ne vogliano gli altri utenti, ma io la penso come Bob, non basta essere i migliori nella moda o nel cibo e vantarsi di essere italiani , bisogna anche cercare di dimostrare che siamo quella parte di italiani che all'estero fa la differenza, sono sicura che PEtruccio sia uno di quelli, è stato solo sfortunato e si è fidato di quello che l'immigrazione aveva promesso, ma credetemi, io sono qui e sentirsi dire dai propri connazionali " ti sei messa in testa che qui a te non ti assumono perché sei italiana" o ancora " tanto non ti sponsorizzano perché costa" solo perché loro non hanno trovato lavoro è avvilente, io lavoricchio, nulla di trascendentale, ma si sta spargendo la voce, alla gente piace come lavoro, perché mi do da fare e perché sono umile, non è il lavoro per la vita ma mi sta permettendo di non attingere a tutti i risparmi, in attesa dello sponsor di mio marito, e di trovare qualcosa che realmente mi piaccia fare. Quindi io aggiungerei anche l'Australia è anche per chi sa mettersi in gioco e sa rischiare :D

giutor
29th July 2014, 19:16
Lo sai che tu con me puoi dire ciò che vuoi.... :D :D ;) e che se non dovessi trovare uno sponsor ti sponsorizzerei io... :D ;) Però, a parte gli scherzi, penso che anche tu concorderai che il tuo/vostro è stato un piccolo azzardo, premiato dalla grande forza di volontà e dalla determinazione ma sai anche bene che se si dovesse fare un discorso basato sulla logica, vi sareste presi un sacco di sculacciate.... :D ;) .

Petrus
29th July 2014, 23:20
Bon, comunque stamattina la sveglia ha suonato alle 4.45 per portare mia moglie a lavoro. Servirà? Speriamo...

dredg
30th July 2014, 04:34
Guarda che ti confondi: lo skills assessment da alla tua professionalità overseas una equivalenza australiana.
Tant'è che il positive outcome ti certifica come persona che è competente in un determinato codice ANZSCO.


Il problema dello skill assessment e' che serve esclusivamente per migration purposes, diciamo che i vari recruiter/employer non lo considerano nemmeno, basta che tu abbia il visto per poter lavorare. Quello che chiedono sono evidenze di education australiana (dipende dalla professione, in alcune sono imprescindibili per trovare un impiego, per altre professioni meno) e soprattutto esperienza locale (e qui ne parliamo dopo).

Un aneddoto simpatico (simpatico si', come un calcio negli stinchi)...l'assessing authority per passare lo skill assessment nella mia professione voleva anche almeno un bachelor degree, altrimenti avrebbe dato esito negativo. Bene, a parte il fatto che la laurea in ingegneria italiana (vecchio ordinamento) viene declassata a bachelor, mi trovo diversi colleghi AU assunti senza avere un bachelor ma solo un diploma (level 5 della AQF).

Allora, perche' l'assessing authority per me richiede almeno un Level 7 dell'AQF quando il mercato del lavoro assume anche i level 5 dell'AQF?!

Di nuovo, a conferma che lo skill assessment ci serve solo per il visto, poi per renderci appetibili ai vari employer occorre prendere eventuali certificazioni locali...
Tra l'altro, sto meditando di prendere pure una laurea australiana, in modo tale da essere competitivo quando ci sara' da sgomitare nuovamente un domani in fase di ricerca di un nuovo impiego (sta a vedere che mi ritocca dare l'IELTS perche' ho il general e non l'academic).





Il punto, però, è secondo me un altro: che razzo concedi a fare visti per esercitare determinate professioni, quando poi per esercitare quelle professioni si richiede esperienza locale PREGRESSA?
Se vengo con un visto, vengo da fuori. E se vengo da fuori non ho esperienza locale. Non si sfugge da questo sillogismo.


Esattamente, qui sta il punto, qui sta lo scoglio maggiore per uno che emigra, l'ho detto piu' volte...il visto e' solo il punto di partenza, non di certo il passo piu' difficile.
E quindi torniamo al post di Outsider e soprattutto al thread su whirlpool, dove si evidenziava il fatto che gli skilled visa fanno parte piu' di un business importante per l'Australia, quanto di un vero e proprio bisogno di skill per coprire le shortage.

Ciascuno avra' la sua opinione, ad ogni modo per mia esperienza personale e per quello che ho visto in un anno e mezzo, le liste SOL/CSOL non vanno a braccetto piu' di tanto con il mercato del lavoro, una cosa e' il DIBP ed una cosa sono gli employer.

Petrus
30th July 2014, 06:11
...gli skilled visa fanno parte piu' di un business importante per l'Australia, quanto di un vero e proprio bisogno di skill per coprire le shortage...A questo proposito, ho fatto un calcolo: la quota migranti solo con visto Skilled per quest'anno è di 128.550 unità ( https://www.immi.gov.au/media/statistics/statistical-info/visa-grants/migrant.htm ) che, ponendo come ipotesi piuttosto realistica una spesa per il settlement (che poi trovino e restino o non trovino e se ne rivadano non importa) di 25.000$ a cranio (e sono pure pochi), danno un income netto per il paese, senza colpo ferire ed in aggiunta al costo dei visti, di 3 miliardi 213 milioni 750 mila dollari. Mecojomberi, un bell'affare no?




...mi trovo diversi colleghi AU assunti senza avere un bachelor ma solo un diploma (level 5 della AQF).
Oh Dred, mica che l'azienda dove lavori cerca un drafter skillato in Inventor? Sai mai... :wink1:

Kuriatko
30th July 2014, 08:27
Per "settlement" intendi: arrivare in AU (volo), affittare una casa e comprare qualche mobile e un'auto (quindi, visto escluso)? 25.000 AUD a persona mi pare una cifra sproporzionata. Sto escludendo qualcosa che tu invece hai incluso nel calcolo?

Petrus
30th July 2014, 08:43
Per "settlement" intendi: arrivare in AU (volo), affittare una casa e comprare qualche mobile e un'auto (quindi, visto escluso)? 25.000 AUD a persona mi pare una cifra sproporzionata. Sto escludendo qualcosa che tu invece hai incluso nel calcolo?
No, il volo non l'ho incluso in realtà. Mettendo 6 mesi di permanenza qui prima di trovare lavoro, provo a rifare i conti con te.

Dunque, 6 mesi sono 26 settimane, metti un 7.000$ (6.800 così fai conto paro) per automobile qualche mobile e il bond di casa, avanzano 18.200$ che sono 700$ per week su 26 weeks, right?
Affitto 350$pw
Spesa (2 persone) 150$pw
Bollette luce acqua gas telefono internet etc 100$pw
Spese varie (birretta, una pizza, qualche caffé al bar) 100$pw

Ecco i 700$ a settimana, che ti portano a 25.000$

Oh, dimenticavo, alla macchina devi pagare rego, benzina, assicurazione.
E pregare che non si rompa nulla, o che nei sei mesi non ti occorrano vestiti, computer o altro.

Nota che sto facendo reverse engineering, perché partiamo da un dato che conosco bene, ovvero quanto ho speso qui in questi sei mesi per 2 persone (e Adelaide è la città meno cara).

Kuriatko
30th July 2014, 10:10
OK, il dettaglio del tuo calcolo mi è abbastanza chiaro.

Mi permetti però di ragionare su alcuni aspetti che secondo me sono imprecisi? (perdonami, so che sono eccessivamente puntuale, ma è per deformazione professionale :) ).

Da come lo hai appena descritto, direi che i 25.000 $ di cui scrivevi due post più su non sono a persona, ma sono per due persone (cioè 12.500$ "a cranio").

Inoltre il bond dell'affitto non lo considererei un "net income" per l'Australia. E' solo un deposito cauzionale che - laddove te ne vai - torna nelle tue tasche. Sono comunque d'accordo sul fatto che devi avere la disponibilità finanziaria per potertelo permettere all'inizio (anche se poi torna indietro) e fintanto che non lo recuperi sono soldi che rimangono in circolo nell'economia australiana.

Nella mia idea di "settlement" (cioè l' "insediamento" in un posto nuovo, dove non hai nulla di ciò a cui sei abituato), invece, non rientrano tutte le spese correnti: cioè cibo, acqua, benzina, uscite al ristorante, assicurazione. Perché sono comunque tutte spese che faresti anche in Italia o in qualsiasi altro posto dove vivi.

Piuttosto calcolerei nel settlement il volo (senza il quale, appunto, non ti puoi insediare in Australia) e le fee del visto che incassa il DIAC, nonché l'acquisto di una pentola o di un materasso o di una lavatrice (e di tutte quelle cose che tipicamente hai a casa tua e che non compri tutti i giorni), ma non la spesa al supermercato per mangiare (che invece è una spesa corrente). Si noti, però, che i soldi del volo di solito non se li prende un'azienda australiana (a meno che non si voli con Qantas), ma una società con sede a Dubai, Singapore, Abu Dhabi, China, Malaysia, etc...

Nota inoltre che per l'Australia le tue spese correnti - come giro d'affari per l'economia - non dovrebbero essere più alte di quelle di un qualsiasi turista, anzi forse il turista ha spese più alte (poiché mangia sempre fuori casa, dorme in hotel/ostello invece di affittarsi una casa, spende di più in attività ludiche anche se non compra la benzina per l'auto).

Il calcolo comunque varia in funzione di come si interpreta il concetto di "settlement". Io lo vedo dal punto di vista delle mie spese extra che devo sostenere rispetto a quelle che normalmente ho a casa mia. Tu invece lo vedevi dal punto di vista dell'intera economia australiana (dove i soldi che io le porto, non sono - per me che arrivo là - tutte spese extra).

Petrus
30th July 2014, 10:39
Tu invece lo vedevi dal punto di vista dell'intera economia australiana.
Si esatto, io ho calcolato l'introito a livello di bilancia commerciale per l'Australia: il delta di denaro che il migrante porta da overseas e spende in loco. Il guadagno netto del business dei visti, in poche parole.

Nel dettaglio, i 25.000$ non sono ne a persona ne per due, ma per una media di nucleo familiare, dato che i 128.550 visti annui rappresentano non altrettante persone ma altrettanti main applicants, che a volte vengono da soli a volte con anche tre/quattro figli (di conseguenza due componenti il nucleo possono essere una buona approssimazione).

Il bond dell'affitto lo riprendi se resisti fino a fine contratto (almeno un anno), nel mio caso ad esempio se torno in Italia o anche solo cambio città prima di fine marzo 2015 me la prendo nel quel posto...

Le spese correnti certo che le sosterrei anche vivendo in un altro posto, ma sono comunque ricchezza che se vivi in Australia immetti in questa economia.

Il volo non rientra nel "guadagno" dell'economia australiana a meno che non voli con Quantas, così come il trasloco se non paghi una ditta australiana (io quei 7.000€ li ho inviati negli USA avendo usato la Crown relocations che è una company americana, per dirti).

La fee del visto andrebbe calcolata, in effetti. Diciamo un 3.000€ in media compresi i soldi per il partner (sempre per il nucleo tipo di 2 persone) e l'assessment? bene, 3000x128550= 385 milioni 650 mila $ da aggiungere come mancia, superando così i 3 miliardi e mezzo di dollari l'anno...

Per quanto riguarda i turisti, certo che spendono ma l'industria del turismo, credo, sia un ramo che non rientra in questo discorso. Un ramo che non sto considerando e che comunque due soldini li porta è quello dei visti student. Coi WHV invece penso che mediamente non si esce più poveri di quanto si sia entrati, mentre i 457 guadagnano da subito, quindi poca roba ciò che portano qui. Col 457 in tasca puoi partire anche con qualche cento euro sul conto e basta senza avere problemi dato che dopo la prima settimana inizi ad incassare.
Per questo ho considerato solo gli skilled visa.

impaziente78
31st July 2014, 13:24
Lo sai che tu con me puoi dire ciò che vuoi.... :D :D ;) e che se non dovessi trovare uno sponsor ti sponsorizzerei io... :D ;) Però, a parte gli scherzi, penso che anche tu concorderai che il tuo/vostro è stato un piccolo azzardo, premiato dalla grande forza di volontà e dalla determinazione ma sai anche bene che se si dovesse fare un discorso basato sulla logica, vi sareste presi un sacco di sculacciate.... :D ;) .
Caro Giù sei dolcissimo e preciso ma se io non avessi corso il rischio o fatto questo piccolo azzardo ora sarei rinchiusa in una clinica psichiatrica :D:D a parte gli scherzi me ne sono accorta anche io che ho rischiato tanto, ma credimi mi sarebbe finita peggio in Italia , certo malgrado io abbia avuto tanta fortuna e tanta determinazione non mi sentirei in grado di consigliare a chiunque la mia stessa strada, ma neanche sconsiglierei a priori di fare il mio stesso percorso come tutti e ripeto TUTTI hanno fatto con me, se non fossi stata cocciuta e non fossi andata per la mia strada ora sarei in lacrime pensando a cosa sarebbe stato il mio futuro e quello dei miei figli. Ognuno di noi conosce i propri limiti e le proprie capacità , e non vedo perché io dovrei dire ad un altro cosa fare, certo si può consigliare o mettere in guardia ma le decisioni spettano all'interessato. Io comunque mi trovo da Dio, a tutti gli italiani che ho incontrato sono rimasta impressa per il mio spiccato amore per l'Australia, mentre loro ne parlano peste e corna, mi spiace che loro la vivano male, non capisco perché ci rimangano allora, sono qui da 50-60 anni e non se ne vanno rimangono qui a parlarne male , io non capisco!!! Stavo male a casa mia, ne parlavo e ne parlo male, ma me ne sono andata , non sono rimasta lì per comodità , io la chiamo coerenza e correttezza!!! Tra qualche anno magari vedrò l'Australia con occhi diversi, ma se odierò stare qui, me ne andrò non sfrutterò il paese che mi ospita e intanto ci sputo dentro, il mio carattere non me lo consentirebbe, poi ognuno fa come vuole :cool: :D

outsider74
1st August 2014, 18:36
... o stavi cercando di vendere gelati al polo nord oppure stavi sbagliando qualcosa tu

In effetti stavo vendendo gelati al polo SUD (giusto per coerenza geografica), e appena il mio gelato l'ho portato fuori dal paese ed ho cortesemente proposto di venderlo agli stessi Aussie, nel deserto...BINGO $$$.
Deal!
Sai cosa e' cambiato, a parte la location ? Local experience = not important.
L'intervista telefonica e' stata persino banale, e 1 ora dopo avevo i biglietti elettronici nella mail!!!
Analizzando la tua metafora in chiave piu' concreta, gli italiani sono gelatai da 110 e lode, chiedilo ai Tedeschi che hanno fatto la fortuna di questa nostra arte. Ma a Melbourne, camminando giu' per Chapel St (equivale a corso Buenos Aires a Milano), c'e' solo un gelataio, e pure un po' triste...
Quindi, tristemente, ti debbo dare ragione: il gelato italiano, agli aussie non piace.... (Sarcasm, giusto per non sbagliare)

Se non ho trovato lavoro precario e' solo perche' il lavoro da cameriere mi garbava di piu' qui in Italia, dove tra l'altro le pizzerie di zona stanno assumendo... (Double Sarcasm with backflip)

Petrus, i conti di quanto valgano i migranti paganti per il sistema paese australia ha senso (ho fatto le medesime considerazioni qualche mese fa' su WP, anche se molto piu' conservative delle tue, e le cifre sono comunque importanti), di sicuro fanno girare l'economia. E mi spingo ancor piu' in la', chi e' skilled ed ha un titolo di studio, ha spesso le possibilita' economiche per affrontare queste spese, quindi e' un buon 'cliente'.
Che questo schemino sia voluto, fatto apposta, non ne ho idea ne prove.
Il fatto di fondo e' che il mercato del lavoro australiano e' molto differente da come uno se lo puo' immaginare leggendo sui forum, oppure investigando doverosamente attraverso contatti vari.
Bisogna provare per credere, e sopratutto capire.
Quindi rispondendo al primo quesito: Chi? tutti quelli che se la sentono di mettersi in gioco, per il meglio o il peggio, vada come vada.
Godetevi il viaggio, imparate nuovi skill di "vendita" e non tagliate i ponti dietro di voi!

Vicious
2nd August 2014, 02:04
A questo proposito, ho fatto un calcolo: la quota migranti solo con visto Skilled per quest'anno è di 128.550 unità ( https://www.immi.gov.au/media/statistics/statistical-info/visa-grants/migrant.htm ) che, ponendo come ipotesi piuttosto realistica una spesa per il settlement (che poi trovino e restino o non trovino e se ne rivadano non importa) di 25.000$ a cranio (e sono pure pochi), danno un income netto per il paese, senza colpo ferire ed in aggiunta al costo dei visti, di 3 miliardi 213 milioni 750 mila dollari. Mecojomberi, un bell'affare no?




Oh Dred, mica che l'azienda dove lavori cerca un drafter skillato in Inventor? Sai mai... :wink1:

Trovo che con il calcolo dei 25k $ a nucleo sei stato piu' che buono come media,credo che piu' o meno li avro' spesi io con il Partner Permanent quei soldi,tra tutte le spese varie,quindi un visto piu' "facile e meno dispendioso",in piu' nel mio caso sono stato facilitato dall'avere per i primi mesi il Granny Flat sotto casa dei suoceri,ma ho speso' piu' del preventivato per l'auto.

Comunque é palese e credo che chiunque abbia applicato per un visto l'abbia capito quanto per l'Australia il Business dei visti e tutto quello che gli gravita attorno sia un affare miliardario!

Vicious
2nd August 2014, 02:24
Solo per dare un idea dell'influsso economico anche solo in una piccola zona come qui' a Airlie, che tra isole e altri "suburbs" attorno conta a malapena 8000 persone, c'é un piccolo TAFE per l'ospitality,e l'80% degli studenti sono ex studenti d'inglese di mia moglie,gente che per cercare di restare qui' sta spendendo un sacco di $$$ in visti studenti,scuole, affitti ecc... e MA....senza gente che venga qui' per cercar di immigrare solo una zona come la mia perderebbe centinaia di migliaia di $$ e almeno 30 posti di lavoro...pensate in tutto il resto del paese!

bobsburger
2nd August 2014, 04:47
Scusate ma che senso ha fare questo conteggio? Cioè se lo scopo è quello di dimostrare che il dipartimento dell'immigrazione sta truffando gli immigrati allora va bene! Però i truffati non sono certo i 129mila, perchè una buona parte di quelli entra nello skilled stream entra in realta con visti sponsorizzati.
Quelli che arrivano senza lavoro sono i 44000 indipendent e 21mila territory sponsored, quindi diciamo 66000, quindi gia il conto si riduce della metà.
Poi bisogna vedere cosa include questo numero, visto che quando abbiamo fatto l'application alla mia ragazza le hanno dato un 176 come il mio nonostante lei fosse mia partner, quindi quel numero probabilmente include anche tutti i dependant, ma diciamo che sono tutti primary applicant e ognuno spende x mantenere la famiglia 6 mesi 25000 dollari.
Poi escludiamo quelli che applicano da dentro l'australia e quindi un lavoro gia ce l'hanno, quelli che il lavoro lo trovano appena arrivano (e non sono pochi come si vorrebbe fare credere) diciamo grossolanamente giusto per assecondare le follie statistiche di chi vede tutto nero un altro 50%?
33000 persone dunque che stanno qua 6 mesi, si spendono 25000 a testa e ritornano con le pive nel sacco, sono 825milioni di dollari che entrano.
La percentuale di quanto impatta questo furto sul totale del prodotto interno lordo è cosí infinitesima che mi vergogno anche a scriverla, come era infinitesima anche considerando tutti i 129000 iniziali.
Adesso, veramente pensate che una nazione che è ai vertici mondiali per qualità della vita, welfare, ricchezza, tripla A nei rating finanziari, eccetera eccetera eccetera fa tutto sto casino per rubare 825milioni l'anno? Mha!

Che l'immigrazione sia un business qua NEL SUOCOMPLESSO, è provato, e umanamente mi dispiace per quei disperati che spendono migliaia di dollari saltando di student in student, ma l'australia sarebbe un posto cosi ambito se entrassero cani e porci? Vicious il tuo esempio è perfetto, tutta quella gente vuole vivere in un paradiso come airlie ma non ha i requisiti e credimi che è veramente contenta di pagare top dollars per stare li ad inseguire il sogno, perchè non c'è nessun migration agent che li fustiga e li costringe, restare è difficile e costoso, tornare da dove si è venuti è economico e facile!
Dalle mie (ex) parti si dice "dove c'è gusto non c'è perdenza"!

Outsider, sono contento per te che hai trovato un lavoro e che secondo te l'economia italiana va a tutta forza, ora puoi mandare le statistiche all'istat e ad eurostat, perchè a loro risultano ancora il 12,5% di disoccupazione, (30% tra i giovani) e valore delle case in caduta libera.

Petrus
2nd August 2014, 04:54
Scusate ma che senso ha fare questo conteggio?

Se hai seguito il discorso, il conteggio fornisce una spiegazione al perché le SOL e CSOL siano fatte non con la testa ma con l'altra estremità del busto.
Il risultato fornisce una buona spiegazione alternativa.

I conti come li rifai tu, non ti offendere, mi ricordano quelli di Renzi quando vuole trovare fondi che non ci sono, tanto per allacciarmi al tuo accenno all'economia italiana...

bobsburger
2nd August 2014, 05:11
Io ho conteggiato i soldi che vengono spesi da gli skilled che poi tornano a casa, se non ti piacciono e non sono congeniali alla tua causa che il governo australiano fa le liste per rubare i soldi e poi farvi tornare a casa non posso farci nulla!
Chi arriva con il 457 o con altri vistisponsorizzati un lavoro ce l'ha! Ogni anno ripartono dall'australia IN TOTALE 48000 persone, di cui solo una piccola percentuale ritorna nel loro paese di origine, ora dubito che tutti questi 48000 erano skilled permanent che sono stati sfruttati come sostieni tu.
E anche se lo fossero le cifre in questione sono infinitesimali al sostentamento dell'econmia australiana, per calcolare una percentuale e rendersene conto da soli non ci vuole altro che una calcolatrice.

Vicious
2nd August 2014, 06:30
Contenta di pagare Top $$$ avrei qualche dubbio,contenta perché questo dà un spiraglio per poter restare qui' ,di sicuro,anche perché il 90% degli studenti non proviene da paesi poveri o messi male,sono Giapponesi,Koreani,Canadesi,Svizzeri ecc...,uno solo ci sta veramente provando per puro bisogno perché é Kossovaro e a casa il futuro é tutt'altro che roseo,ma si sta facendo un mazzo tanto quel ragazzo...tanto di cappello,anche se poi lui alla fine é quello con piu' probabilità di riuscita avendo lo zio con un ristorante molto ben avviato qui'....chiaramente é una scelta personale e non un obbligo,anche se spesso poi ci sono MA con pochi scrupoli e tanta voglia di $$$ che li "spinge" su strade diciamo un po' dubbie o con poche probabilità di riuscita.

dreaM13
2nd August 2014, 19:42
ma l'australia sarebbe un perchè a loro risultano ancora il 12,5% di disoccupazione, (30% tra i giovani)

Ad oggi la disoccupazione giovanile ha toccato il record storico...siamo al 43,7%

Fonte: Ansa.

http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2014/07/31/disoccupazione-giovanile-sale-a-437a-top-dal-77_ea414219-1502-4ae9-adef-8d98e2b3af15.html

outsider74
2nd August 2014, 20:50
Caro Bob,

spesso nelle tue risposte fai fatica a dare contesto a cio' che gli altri hanno precedentemente affermato.
Il percorso dialettico che ho intrappreso, prevalentemente con Petrus, e' stato molto articolato ed in alcune occasioni abbiamo accennato al concetto di "isole felici".
Tanto per farti capire, hai presente la Cataluña ? E poi la Spagna? Se consideri quest'ultima per intero, sono in difficolta' come noi, se consideri solo quella regione e' tutt'altra storia.
Io , per grandissima mia fortuna, vivo e faccio parte di una comunita' forte e che puo' paragonarsi, nei momenti felici, alla regione spagnola.
Se guardo il quadro italico per completo, debbo pero' concordare con te (tra l'altro quel 12% e' una menzogna nata sui fogli excel di qualche zelante faccendiere di palazzo, perche' non tiene conto dei cassintegrati, come invece fanno tutti gli altri paesi, nel qual caso sarebbe piu' un 30%). Con lo stesso metodo di analisi potrei mostrarti come la disoccupazione di Melbourne e' superiore a varie localita' italiane.

Stai per caso dicendo che l'Australia e' di gran misura superiore all'Italia ? Potrei anche prenderlo come un'offesa se non avessi di meglio da pensare.
Anche il discorso della tripla A e' stato eviscerato in altri post, ed ancora non si spiega come la Germania (anche lei AAA) ha tassi sui mutui al 1.5% e gli Aussie li hanno invece piu' alti della stessa Italia (appesantiti dal mitico spread, 149 punti per la cronaca, cioe' +1.49% sopra il costo del denaro tedesco).

Bob se sei aperto a consigli, prova a spegnere la parte emotiva e discuti con la logica, perche' se tutti facessimo il contrario, hai presente che torre di babele d'insulti sarebbe questo thread?

bobsburger
4th August 2014, 04:06
guarda outsider che non hai colto il mio sarcasmo, forse perche' hai bisogno che te lo scriva come fai tu.
il mio sarcasmo consisteva nel criticare la notizia che i ristoranti della tua zona stanno assumendo dicendo in soldoni: ce ne frega assai di due baretti che cercano il garzone (quella che tu chiami isola felice) quando a livello di sistema paese abbiamo la cacca fino al collo, e in alcuni posti oltre al naso. Perche' caro il mio outsider, credimi che l'italia la conosco bene dal nord al sud, ho visto le isolette felici di cui parli e piu che isolette li posso definire atolli, in genere (che vuol dire non tutte) sono comunita' molto piu chiuse ed isolate che non dico uno straniero ma manco uno di un'altra regione potrebbe andare a lavorarci.
Qual'e' il tuo consiglio per un disoccupato? ci trasferiamo tutti nel paesino di campagna dove abiti tu?

Certo che l'australia funziona meglio dell'italia e se ti offendi pazienza. Anche perche' da quando hai messo piede su questo forum non hai fatto altro che insultare gente come me, professionisti laureati e non, dicendo che erano disperati, scappati di casa ecc. che chi ha una vera professionalita' l'australia la ignora e per stare qua bisogna essere disposti a svalutarsi parecchio. Il tutto adducendo storie di razzismo e balle varie, che sinceramente in uno dei paesi piu multiculturali al mondo (se non il piu' multiculturale) sanno veramente di volpe e l'uva.

Se la mia analisi non ti gusta non puoi darmi dello stupido, se ho sbagliato qualcosa nell'interpretazione dei NUMERI, ti prego di criticare nel merito e non di darmi dello stupido. Anche perche' quando uno presenta numeri e l'altro insulta la persona indovina chi e' che fa la figura dello stupido?

bobsburger
4th August 2014, 04:31
Sulla questione dei mutui se ancora non te loi spieghi, beh non so che dire se non restare basito.
La differenza di costo dei mutui esiste perche' nella zona euro gli euro hanno un determinato costo, che stabilisce il signor Mario Draghi; in australia il costo del denaro e' differente.
Costa di piu'? va bene e' sicuramente vero non lo nego. Ma quel costo e' ampiamente controbilanciato dall'aumento di valore dell'immobile che in australia c'e' mentre in italia (come tu stesso dicevi e come le statistiche affermano) il calo di prezzo e' costante e senza stop.
Tu preferisci pagare il 5% di interesse per una casa pagata 350mila dollari nel 2011 e che oggi vale 500mila e se vuoi venderla ci metti due giorni(Dati realistici di Balga, WA)
oppure preferisci pagare il 2% per una casa pagata 200mila euro che oggi ne vale 150mila e che non la rivendi manco a piangere? (dati che avevi scritto tu nell'altra discussione)
Se ci aggiungi che la differenza di stipendi australia-italia e' ben piu' alta del 3% e non e' a favore dell'italia, beh la scelta secondo me si fa molto facilmente.

Sulla disoccupazione Australe, ci sono dei posti che non vanno forte dove c'e' un po piu di disoccupazione rispetto a quella che in italia hai nelle isole felici, ma la media e' decisamente a favore dell'australia. Negarlo e' impossibile. Daltronde in queste zone la disoccupazione e' dell'8-9%, in assoluto non e' tanto. Non stiamo mica parlando di Scampia o del quartiere Zen.

Ora se un topic che doveva essere una guida per chi vuole emigrare deve diventare l'ennesimo muro del pianto liscio come uno specchio, che si cerca di scavalcare per dimostrare che in australia c'e' piu disoccupazione che in italia o che finanziariamente l'italia sta messa peggio, io mi ritiro e lascio qualcun altro rispondere a queste fesserie, e se nessun altro lo fara' pazienza, cerchero' di sopravvivere lo stesso.

Vicious
4th August 2014, 11:30
Sono abbastanza d'accordo con Bob,anche se su 2 punti no,il Razzismo o un nazionalismo spesso esasperato per mé c'é ,ma adesso piu' diretto verso gli immigrati/rifugiati del continente Asiatico piu' che verso immigrati bianchi,anche se ogni tanto c'é anche verso i bianchi,ma mi sembra piu' un retaggio del passato...sul fatto mutui se comparato all'italia o zona Euro il discorso forse puo' funzionare,ma....essendo Svizzero ti posso dire che noi non abbiamo l' Euro e non facciamo parte dell' EU,il livello di benessere,disoccupazione ecc... é piu' o meno quello Australiano,il mattone non perde valore ne acquista solo e al contrario del resto d'Europa dal 2009 il mercato immobiliare ha continuato a crescere anche oltre la media eppure abbiamo tassi d'interesse ben piu' bassi,attorno al 2%-3%....

outsider74
4th August 2014, 12:17
Sinceramente non mi sembra di aver insultato, anzi mi sono guardato bene dal farlo, come mi sono guardato bene dal fornire informazioni precise sulla mia posizione (cosa che guardacaso vi ha obbligato tutti a guardarvi bene attorno cercando quale fosse quell'isola felice a cui accennavo, di fatto volgendo lo sguardo dove i vostri occhi la potevano cogliere, meglio dei miei).
Se per te una critica equivale ad un insulto, forse dovresti tener fede alla tua promessa di navigare verso altri lidi.
Dalle mie parti una critica e' qualcosa che va argomentata costruttivamente, apportando fatti, deduzioni, idee in contrasto a quelle in oggetto. Mentre l'insulto parte da chi di argomenti da apportare alla conversazione non ne ha piu', e pertanto ricorre all'estrema difesa verbale. Inoltre cambiare le proprie idee davanti ad una critica molto ben argomentata, non e' un delitto, anzi la considero una forma straordinaria di crescita, tramite il confronto.
Ma davvero credi che imprese epiche, come le missioni Apollo, si sarebbero concluse bene se tutti gli ingegneri si fossero limitati ad insultarsi e non portare anche i motivi per cui erano in disaccordo?

Muri del pianto qui non ve ne sono, abbiamo fatto un'analisi si' crudele alle volte ma che, rispecchiando lo stato delle cose, come percepite da chi e' ed era in loco, ha dato la possibilita' a chi stava o sta' decidendo della sua vita di farlo con il classico "patti chiari..." .

Visto che mi chiami in causa per un confronto/scontro diretto, facciamolo.
Primo il contesto: Australia va confrontata con Europa, e non Italia.
Per l'estensione di territorio, tanto per cominciare. Per il fatto che il passaporto italiano ti permette di muoverti liberamente tra tutti i stati membri e prendere residenza in 2 giorni dove cavolo ti pare. Un po' come in Australia, o forse no? Dipende dal visto, o sbaglio?

L'australia, anzi Melbourne (porto la mia testimonianza), ha un ottimo sistema di trasporto pubblico, ma anche l'Inghilterra ce l'ha, e la Spagna e la Germania, e anche se ti provochera' l'orticaria, anche Milano se per quello.
Ti piace la Myki? Paro paro alla Oyster card inglese!

Burocrazia: tutto si fa via internet o con file molto ridotte agli uffici pubblici, in Australia....ma....ma... quando vivevo in Spagna ho goduto degli stessi esatti servizi.
In ospedale passavano nel lettore di banda magnetica la tua tessera sanitaria Europea ed in un batter d'occhio avevi tutti i servizi che desideravi (io per la famosa schiena bloccata ho fatto 2 visite mediche, una radiografia, le carte e la ricetta per i medicinali in poco piu' di un'ora, il tutto legato al mio ID elettronico).

Costo della Vita: ma devo proprio? giusto un'accenno... i negozi e super qui di zona, visto che stiamo tutti nella stessa barca, hanno iniziato ad approvvigionarsi presso i produttori direttamente, elminando un sacco di intermediari. Il risultato e' che due persone, per un mese di Vitto, senza rinunce, con abbondante apporto di proteine (avevamo parecchio da recuperare, ehm ehm) spendono meno di 350Euri al mese, birra a fiumi compresa. In Australia, correggimi se sbaglio, devi divenire scaltro (cosa non richiesta qui, basta uscire di casa a PIEDI) e allora forse, ma forse spendi 500$ al mese, con verdure limitate e birra quanto basta ma non troppa. Io direi pareggio!

Paesaggi: Due identita' molto diverse. L'Europa cambia in ogni direzione ti muovi anche solo di 1000km, vai dal deserto (Tabernas, Spagna), alle montagne ed i ghiacciai, alla pianura piatta e verde, o il mare verde smeraldo e caldo.
L'Australia le montagne ce le ha? Le vuoi davvero chiamare montagne? Quelle della NZ semmai sono montagne! Deserto ce ne tantissimo ed e' affascinante per i colori e la natura inaspettata che ci puoi trovare. Sicuramente spazi ampi, senza nessuno attorno, non mancano. Mare splendido di sicuro, non molto fruibile ma splendido. Qui il vantaggio si conta in base al gusto personale.

Case: i confronti li abbiamo gia' fatti ampiamente, in un post ti ho fatto la scheda tecnica della mia abitazione usando i criteri di valutazione Aussie, e direi che basta per rendere il concetto (ovviamente uno deve prima farsi un giro in quelle Aussie per cogliere). Tanto per mezionare un punto d'eccelenza su tutti, le tecniche costruttive europee sono il punto di riferimento per tutte le culture mondiali (CasaClima ti suona un campanello?).

Lavoro: In Europa se cerchi, lavoro ce ne', anche qui bisogna tirare fuori la determinazione, la voglia di mettersi in gioco , la flessibilita' stile Aussie ed una occasione la trovi (su questo potremmo discutere all'infinito, quindi ti prego di voler fare quattro chiacchere con tuoi eventuali conoscenti che sono andati in Germania, o Francia a lavorare, ma anche in Spagna, a Barcellona per esempio dove la comunita' italica e' piuttosto nutrita). In Australia invece, da quanto ho capito io, un lavoro casual non si nega a nessuno, il lavoro in miniera a fare la stessa botta che facevi qui, invece devi per forza giocartela con il fattore C, perche' altrimenti alle rosee condizioni di cui i locals godono, tu WOG appena sbarcato te lo scordi.

Accettazione nella comunita': Io come Petrus sono scappato da Milano, lui per l'estero, io per l'est...e basta. Il mio atollo, come lo definisci tu, mi ha accolto senza troppe chiusure, ci ho portato la mia aziendina ed ho trovato altri imprenditori con cui ho potuto confrontarmi da subito, senza particolari reticenze.
Il mio vicino e' siciliano e suo cognato che abita poco piu' in la' e' napoletano, entrambi lavorano in aziende locali e sono rispettati come persone attive nella comunita'.
E che dire di me...ho origini cosi' complesse che nemmeno la Interpol ci capirebbe alcunche', eppure eccomi qua, ad uscire il mattino per delle rapide commissioni prima di partire e contare almeno 4 equivalenti di "How do you do?" per strada....
Su questo punto chiamerei per il pareggio.

Divertimenti: In Europa posso spaziare su una vasta gamma di attrazioni, sport estremi (la mia passione), luoghi da visitare, cinema e ristoranti tutti a cifre abbordabilissime (senza cercare piu' di tanto, una giornata in canoa su uno splendido fiume ti costa 25Euro, il B&B 35Euro, ed il panino con birra 5Euro). Per saltare col paracadute, in Spagna, con i migliori istruttori sulla scena mondiale, spendo 23 euro a lancio. Al cinema porto la moglie e le prendo coca e patatine per 24 Euro in due (sempre che non approfitto delle serate con lo sconto, allora sono solo 20), ed anche un buco di campagna come il mio ha cinema con tutte le ultime tecnologie.
In Australia mi sono avvicinato ad una Dropzone e mi hanno chiesto 47$ dollari a lancio e dovevo rifare le mie licenze internazionali (ma nemmeno quando i porci voleranno!). Il cinema lo abbiamo visto giusto 3 volte ed ogni volta siamo rimasti piu' poveri di 50$, sempre in due, ma la coca la bevevamo dividendola.
Qui l'Europa stravince, per me s'intende (so di avere delle "necessita" un po' fuori dal comune)

Auto: A parte che la qualita' delle autostrade, a prescindere dal costo per poterne fruire, e' nell'italia del nord, notevole. Certo ci sono stati i cantieri e tutt'ora ci sono, ma 340km in direzione Milano in 2h45, sono di tutto rispetto. I tedeschi poi hanno strade ancor piu' belle, per non parlare del sud della Francia (che quanto a scenari e meraviglie ingegneristiche, non ha da invidiare a nessuno).
Il mercato delle automobili e' vario e ti permette di acquistare qualcosa di buono a prezzi da svendita, e la qualita' che ricevi per i tuoi dindini e' cmq alta. L'auto che avevo l'ho venduta per 15k quando l'avevo pagata 30k circa 18 mesi prima, tutto vero. In Australia pero' la stessa auto, l'avrei dovuta pagare 90k$ all'acquisto, e di certo a quel prezzo non me la sarei potuta permettere. Inoltre il victoria vieta le auto con la guida a sinistra, pertanto ho dovuto, versando qualche lacrima, separarmene prima di partire, perche' la conversione sarebbe stata tecnicamente troppo onerosa. Se mi trasferivo in inghilterra il problema non sussisteva, tanto che per 6 mesi ho guidato la mia vecchia auto LHD a Malta, dove appunto circolano le RHD.

Ora mi fermo, credo di aver fatto abbondantemente il punto, e spero davvero che nessuno si sia offeso ma abbia goduto dei vari spunti per una riflessione piu' profonda.

Un'ultima cosa, ma come mai che in australia il concetto economico di costo del denaro, sempre secondo te, e' diverso da tutti gli altri paesi del mondo? Ahh forse lo intuisco, parte tutto dalle universita' Aussie, indicate come le migliori dai vari sistemi di ranking internazionali (a te capire se scherzo o no), nei corsi di economia e commercio, probabilmente insegnano secondo standard sconosciuti a noi mortali.

Have a nice day Sir

outsider74
4th August 2014, 15:01
Messaggio a parte per i moderatori:

Capisco bene che la discussione tra me e bobsburger si e' protratta abbondantemente fuori topic, ma vi chiedo, invece di procedere alla rimozione, di valutare eventualmente un thread dedicato (dove magari affrontiamo animatamente, i singoli punti di valutazione della qualita' della vita che ho introdotto e ne aggiungiamo magari degli altri, con un approccio obbiettivo piu che emotivo mi auspico).

bobsburger
5th August 2014, 05:11
io ci sto anche a confrontare l'australia con il resto del mondo, ma dobbiamo chiarire con che cosa la stiamo confrontando, perche' se anche e' vero che e' grande quanto l'europa, c'e' un terzo della popolazione che c'e' in italia; inoltre non so se ha senso prendere la burocrazia spagnola, i trasporti londinesi, le autostrade tedesche e il supermercato italiano. Direi di restare in italia, perche' sicuramente in europa ci sono realta' che funzionano meglio dell'italia e magari anche meno dell'australia; ma il confronto oggettivo diventa difficile. Inoltre l'emigrazione in quegli altri paesi non e' sempre indolore, specialmente se consideri che se emigro emigro in un posto che deve essere migliore, e diciamo che in tutta europa alla fine uno considera UK, ES, FRA e GER. La prima e' stra competitiva, la seconda ha i suoi problemi, la terza lasciamo perdere che ci metterebbero nei campi di concentramento se potessero, la quarta ha una lingua che pone un bell'ostacolo.
Quindi direi di restare in italia per questa discussione.

Trasporto pubblico, darei il pari come hai fatto te, con l'eccezione che almeno a Perth hai gli autobus gratis nel centro citta', a milano/roma non so.

Burocrazia: non ne parliamo proprio, oltre a fare la maggiorparte delle cose su internet, e' effettivamente piu leggera e devi fare meno cose. Inoltre che so, la gst la rimborsano cash ogni 3 mesi e senza bisogno di dargli nessuna fideiussione come succede in italia. Le tasse da pagare sono numericamente minori e piu' leggere: 27.5%flat per le company e variabile per le persone fisiche (diciamo che l'australiano medio paga intorno al 20-25%) e iva al 10%; per fare un paragone Singapore che viene considerato un paradiso fiscale da lista nera ha l'iva all'8% e flat tax per le company al 20%.

Costo della vita: i 350 euro che hai speso sono effettivamente 500 aud al cambio di oggi, sinceramente noi con un figlio neonato spendiamo piu o meno 500 euro e abbiamo sempre il frigo strapieno, ma non bevo una cassa di birra al mese, ne mangio carne (pero' mangiamo abbastanza pesce di pescheria). Se vogliamo confrontarlo possiamo stilare una lista della spesa e calcolare i prezzi sul sito dell'esselunga e su quello di woolworths. E comunque questi prezzi vanno secondo me rapportati al prodotto interno lordo pro capite in ognuno dei due paesi, diviso il numero delle ore lavorate (diciamo 40 alla settimana in entrambi i casi), in modo da calcolare quanto costa non in valuta ma in tempo che uno deve lavorare.
Lo stesso parametro di stipendio orario si puo' usare per vedere se una pizza costa meno a perth o in una citta' italiana.
Secondo i dati presi qua: Stati per PIL (nominale) pro capite - Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Stati_per_PIL_(nominale)_pro_capite) un australiano guadagna us$32.35 all'ora mentre un italiano us$15.9. In valuta locale equivalgono a au$34.31 ed eur11.92. Non so se i prezzi sono crollati in italia ma a perth ci compri tranquillamente una pizza e una birra.
Pero' a perth un litro di benzina costa $1.45, che in euro sarebbero 1.01.
Io sto per comprare una macchina del gruppo fiat il cui costo in euro e' 26.500 ma la stessa macchina in italia costa almeno 35mila, e pagherebbe circa tremila euro di bollo, mentre qua la rego che include pure l'assicurazione costa sui 500 dollari l'anno; ovviamente se confrontiamo il numero delle ore lavorate che servirebbero in ciascuno dei due paesi per comprarlo la differenza e' ancora maggiore.
Le macchine over 55mila dollari mi pare e' vero che costano di piu qua in australia perche' c'e' la luxury tax, ma se confrontiamo ancora le ore necessarie per comprarla non esce fuori certo una netta superiorita' dell'italia.
Ah, c'e' da dire che se uno ha una company recupera immediatamente la gst sull'acquisto della macchina e puo' scaricarne il 100% del costo e dei costi di esercizio, cosa che in italia non e' possibile.

Comunque una Giulietta col 1.4T automatica a perth costa aud29000 mentre a paterno dugnano (la piu' economica che ho trovato su autoscout 24) 21000 euro (30200 aud)
Poi se in italia uno fa un buon affare comprando una macchina che in un anno ha perso il 50% del valore, beh, fa un cattivissimo affare chi vende: io continuo a preferire un posto in cui i beni usati mantengono un determinato valore.

Le strade del sud della francia le conosco bene perche' le ho fatte tutte in sovrasterzo ai tempi, ma sulle hills ci sono belle strade anche qua.

storia della casa, il valore di una casa e' dato innanzi tutto dal posto in cui si trova, diciamo che la casa che confrontavi era a 10 minuti da una citta' di 100milaa abitanti; bene l'equivalente di perth e' una casa a 10 minuti da mandurah, non so, Pinjarra? Beh, a parte che le case costano decisamente meno che a perth, ormai qua in australia si possono costruire solo case in 6star energy rating, che praticamente ti permettono di stare in inverno senza nessun riscaldamento. Ora se io devo affrontare il clima di milano, allora mi metto e studio una soluzione abitativa che sia efficiente sia per il caldo mortale estivo che per il freddo micidiale invernale; se io ho un inverno da 20 gradi e l'energia che mi costa poco me ne frego e con uno split da mille dollari e un pannello fotovoltaico da 3000 non solo divento indipendente ma vado in decisamente in attivo sulla bolletta, oppure mi risparmio i soldi dei pannelli e pago comunque una bolletta minore che in italia.
Non parliamo poi delle discorso estetico perche' le ville che fanno qua in australia per la gente media, l'italiano medio se le sogna. Anzi neanche, perche' per arrivare a sognarle devi prima concepirle.
Se parliamo del discorso strutturale, beh ad ogni terremoto in italia vengono giu diversi palazzi, le case australiane non hanno i terremoti ma devono resistere ai cicloni e credimi che non volano via.

Sul lavoro abbiamo parlato a sfinimento, aggiungo solo una cosa x quanto riguarda il mining, se ti fai le qualifiche worksafe e balle varie trovi lavoro in 15 giorni, che tu sia wog o no. Ho diversi amici che lavorano nel mining ed e' stato come bere un bicchiere d'acqua, pero' devi farti quattro o cinque corsetti senza i quali non ti prendono; durata dei corsi in totale due settimane e circa mille aud di spesa. Anche col whv.

Divertimento:
se a uno piace girare per le capitali europee chiaramente deve stare in europa.
Pero' sul lancio col paracadute che in spagna ti costa 23 euro, forse conviene ancora andare a guardare il famoso pil pro capite orario spagnolo, che e' ancora piu' basso di quello italiano (us 13.7 = 10.21 euro) quindi un lancio ti costa poco piu di due ore di lavoro mentre in australia poco piu di una. Il discorso licenze e' legato a normative locali e non so se ha molto senso affrontare questo discorso, se uno vive in australia si fa quelle locali e stop.
Cinema, non ricordo quanto paghiamo al cinema all'aperto a kings park mi pare 12 a persona, comunque confrontare un cinema in centro citta' in australia con uno di periferia in italia e' chiaro che quello di citta' costa di piu.
Ma anziche i divertimenti estremi, che abbiamo visto che sono piu economici qua in australia, guardiamo quanto costa una giornata in spiaggia? Io sono appena tornato dalla puglia, tra parcheggi a pagamento e spiagge a pagamento la giornata inizia ad avere un bel costo. Qua a perth (ma anche a gold coast) parcheggi la macchina dove ti pare gratis e la spiaggia e' libera, oltre che il mare piu pulito.
Poi il discorso parchi in cui passare la giornata con la famiglia non lo apro proprio perche' l'italia perde a man bassa.

Se ad uno piace fare snowboard come piaceva a me in italia, beh forse la meta piu azzeccata e' New zealand, o il Canada.
Se uno apprezza varieta' mari/monti e ne fa un cardine della sua vita, o si basa a Canberra o guarda altrove.
Se ad uno piace passare la domenica a fare il tour delle chiese forse e' meglio che resta in italia.

Poi non parliamo di dove finiscono i soldi delle mie tasse, perche' qua in australia i servizi sono abbastanza simili sia se stai nel posto sperduto sia se stai in centro (intendo qualita' delle strade, raccolta dei rifiuti, burocrazia e tutto cio' che e' pubblico), mentre in italia hai le isole felici dove tutti ridono e scherzano e poi hai sacche di schifo. Perche' io che a Cosenza o a Napoli pago le tasse devo essere invaso dalla spazzatura e a Cortina no? Le aliquote sono forse diverse o esiste un'italia di serie A e un'italia di serie B?
Oppure vogliamo confrontare la gestione del pubblico tramite appalti tra i due paesi? Alla fine qua un giovane che vuole iniziare con una company puo' tranquillamente partecipare a gare d'appalto col rischio di vincerle, in italia...

Petrus
7th August 2014, 06:26
Ecco, i numeri dell'Australian Bureau of Statistic (l'equivalente dell'ISTAT) usciti oggi dicono che il picco attuale di disoccupazione è il più alto degli ultimi 12 anni: http://www.theaustralian.com.au/business/economics/shock-jump-in-unemployment-rate-to-64pc/story-e6frg926-1227016459973

Sottolineerei (a parte la differenza di numeri con l'Italia, è la metà qui), che almeno la metà dei posti di lavoro creati sono part time.
Non capisco come intendano conciliare questi numeri con il numero di permessi di lavoro concessi, che sono pure questi ai massimi come numeri...
Bisognerebbe chiudere o quantomeno stringere molto gli ingressi, e invece...

bobsburger
8th August 2014, 08:16
Non capisco come intendano conciliare questi numeri con il numero di permessi di lavoro concessi, che sono pure questi ai massimi come numeri...
Bisognerebbe chiudere o quantomeno stringere molto gli ingressi, e invece...

va be intorno al 6,4% va ancora bene come numero, ci metterei lafirma che potesse essere sempre cosi, se pensiamo che il minimo storico italiano è 5,9%
la questione delle frontiere bisogna vedere le statistiche che hanno loro, mi spiego:
se i disoccupati sono per lo piu australiani non qualificati, aborigeni che campano col dole o rifugiati politici che campano col dole anche loro, pure che chiudi le frontiere difficilmente quelli da bogan diventano chirurghi o ingegneri.
Però se tu fai entrare che so, un medico, quello crea indotto che da lavoro al giardiniere australiano.

comunque quell'articolo mischia un po di cose, secondo me è anche degno di nota la cosa che scrivono all'inizio e cioè che è vero che non c'è stato l'aumento che tutti si aspettavano di altri 13mila lavori, ma comunque i full time sono saliti di 14500 mentre i part time scesi di 14800 (cioè si sono quasi offsettatti)

Il vero nodo della questione è che si passa dalla costruzione delle infrastrutture minerarie alla produzione, quindi ci saranno meno fifo nelle costruzioni che andranno ricollocati e più minatori.
questo richiede un po di tempo, ma vedremo quello che succederà

outsider74
13th August 2014, 16:50
Il confronto con l'Europa piuttosto che l'Italia e' nato dalle mie previe considerazioni sul fatto che quest'ultima e' impresentabile se presa per intero, davo per scontato che si capisse che era una battaglia persa.
L'Europa invece ,per estensione e possibilita'di spostarsi, vivere realta' differenti ma al tempo stesso simili, e'piu' confrontabile.
Persino la Spagna si sta' riprendendo, con un'inversione del tasso di disoccupazione, gia' abbastanza promettente (rimane comunque tanta strada da fare per loro, ma almeno si sono incamminati).

Affronto rapidamente il tema case: la qualita' delle case nei pressi di Perth e' sicuramente tra le piu' alte in Australia, visto che si tratta di una citta' relativamente nuova ed ancora da sviluppare. Il Victoria fidati e' tutt'altro registro.
Se proprio vuoi confrontare la metratura totale delle proprieta', prendiamo come metro di confronto la Spagna, per la quale nel mio piccolo posso parlare con un po' di esperienza. Quanto a "spettacolarita' " le loro case non hanno proprio nulla da invidiare a quelle Aussie (e ritengo competitive anche quelle meno lussuose, ma costruite secondo I canoni tradizionali andalusi, per esempio). E poi quanto al prezzo...
Il mio attuale capo, Aussie di Perth, ogni volta che finisce il suo roster (facciamo dei FIFO di circa 30gg), se ne va a Madrid... un motivo ci sara', no?
Qui tra l'altro di Ing canguri che sono emigrati per trovare lavoro, ce ne sono, e non pochi (almeno so ancora contare).

Trovero' il tempo per rispondere con maggiore dettaglio ed ordine.

Flusiaa
22nd August 2014, 11:38
Un thread davvero interessante, utile per non prender tutto per oro colato ( da qualsiasi angolazione!! ). :)

Grazie a tutti i partecipanti. :P


PS: 'mmazza, ragazzi, complimenti! Precisi e concentrati. Oltre che pazienti, eheheh!

giutor
29th August 2014, 12:35
No, ma cerco di togliere le tinte rosa con cui in Italia si tende a vedere questo posto.
Perché si, qui si può anche stare bene, ma non è che non ci siano problemi e sia tutto rose e fiori, anzi...
Disoccupazione comunque in aumento (quindi mercato del lavoro poco ricettivo) ed economia niente affatto saggiamente amministrata (tagli della spesa pubblica, calo dell'industrializzazione) non fanno di questo posto la panacea di tutti i mali esistenziali che si vivono in Italia.
C'è "solo" una natura straordinaria e paghe più alte SE trovi lavoro.

Ecco.. questo post di Aldo in altro thread da lo spunto per cominciare a parlare di COME affrontare una esperienza in Australia.
Dico la mia secondo quanto ho potuto constatare e leggere.
Come affrontare l'Australia? Beh.. diciamo che il problema maggiore è il LAVORO dal quale dipendono un po tutte le scelte possibili: rimanere, la location, la vita nel suo insieme...
Ad oggi mi sembra che, per chi vuole crearsi una nuova vita in questo paese (l'Australia intendo) si debba lasciare poco, anzi, ZERO al caso. Non basta più la prospettiva di entrare in una lista di lavoro sol o csol che sia e non basta neanche andare giù con la conoscenza di un buon inglese. Ci vogliono CERTEZZE. Certezze prima di affrontare cambiamenti radicali quali traslochi, visti permanent e quant'altro...
Certo che non è una regola e ne vuole esserla ma sembrerebbe che il periodo delle vacche grasse, semmai ci fosse stato, sta un po scemando... Quindi, a mio parere, è fortemente consigliabile, per primo di fare una OTTIMA analisi preliminare, magari appoggiandosi ad un Migration Agent QUALIFICATO, quindi VERIFICARE DI PERSONA le CONDIZIONI con un periodo "test" preventivo, quindi procedere con tutto il resto.
Non tiriamo in ballo che per fare "test" preventivo sono necessari visti specifici. Lo sappiamo tutti. Qui si parla di andare e vedere di persona...insomma.. di toccare con mano le REALI possibilità e condizioni nelle quali ci si verrebbe a trovare.
E' importante evidenziare che ognuno ha situazioni e condizioni diverse e quindi la generalizzazione di comportamento non è applicabile, perlomeno in modo approssimativo e senza una analisi precisa e dettagliata.
Cosa farei io oggi come oggi? Punterei ad una attività privata, magari cercando di coinvolgere altre persone (amici, conoscenti o parenti..). Certo, i costi possono salire e non di poco... ma se uno si fa i conti per bene di quello che alla fine potrebbe andare a perdere per un periodo di ricerca, alla fine, credo che qualcosa del genere si possa fare... Bisogna studiarci su... ;). L'esperienza di Geek e il suo risultato finale credo che possa fornire molti spunti. Peccato che non possa/voglia dire la sua...

Flusiaa
1st September 2014, 13:28
Certezze.
Eh, un pò 'presuntuoso' partire con questo presupposto.
Di certo, dopotutto, non vi è nulla. ;)
Ovvio... valutare pro e contro, è il minimo! :)

Petrus
1st September 2014, 14:16
Di certo, dopotutto, non vi è nulla...
A parte, magari, un contratto di lavoro firmato prima di spostarsi armi e bagagli... ;)

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valutare pro e contro, è il minimo! :)
Il giorno che farai, se farai, anche tu il grande salto ti accorgerai che non è sufficiente.

Kuriatko
5th January 2015, 18:14
Questa discussione si è arenata? Nessuno vuol sviluppare gli altri punti?

outsider74
6th January 2015, 16:40
Il COME e' dove probabilmente si sono arenati in tanti. Ancora non e' chiaro, e mi riferisco alla sfera del Lavoro (da cui, come giustamente dice giutor, dipende tutto il resto).
Sempre in ambito del lavoro posso lanciare il mio personale sassolino, riguardo il quando: dagli anni '80 (traggo la info dal suocero, che visse li' dai primi anni 70 fino alla meta' degli 80), fin su al 2008.
Anni, mi dicono, di lavoro abbondante, tanto da non lasciare spazio a discriminazioni di sorta (la domanda molto superiore all'offerta).
In parole povere il primo treno lo abbiamo perso ed ora bisogna attendere l'arrivo in stazione di un'altro treno (che son sicuro che arrivera', ma bisogna pazientare).