La mia storia fra le dita - Blogs - Australianboard community - Forum di italiani in Australia
View RSS Feed

Antonio L

La mia storia fra le dita

Rate this Entry
Ciao a tutti, sono passati 4 mesi dall'ultimo mio post su questa splendida community.

Stavo per scrivere questo messaggio sul mio blog personale ma poi ho preferito venire qui, dove ormai vi conosco quasi tutti e dove ho incontrato tantissimi nuovi amici.

A gennaio la mia vita è cambiata e il cambiamento ha portato alla luce idee e sogni prima lasciati nel cassetto, come visitare l'Australia: grande avventura che sto per cominciare, con tutte le felicità e delusioni che mi porterà, ma si sa, non si vive se non si è disposti a correre il rischio.

Molti ragazzi tornano dall'Australia a gambe levate e forse in questi ultimi mesi ho capito il perché, provo a spiegarvelo.

Con la decisione di andare in Australia subito mi è venuto in mente di acquisire un'abilità da poter utilizzare una volta arrivato li, in modo da essere avvantaggiato rispetto a chi parte senza avere competenze immediatamente spendibili.

Avendo buoni rapporti con una famiglia napoletana di pizzaioli, a marzo, decisi di frequentare un loro corso di una settimana, convinto che sarei diventato un professionista in sette giorni.

Così purtroppo non è stato perché fare la pizza sembra facile, in fondo basta schiacciare una pallina di impasto, infornarla e cuocerla eppure...

Un mese dopo aver frequentato il corso ed aver preso, fortunatamente, un po' la mano, mi è capitata una buona occasione da usare come banco di prova, un lavoro a 600 km di distanza : un prestigioso ristorante della riviera romagnola cercava un pizzaiolo e oltre al lavoro mi offriva vitto-alloggio ed una discreta paga.

D'impulso il 16 aprile ho telefonato e dopo un breve colloquio telefonico il 19 ero già li a Riccione a provare.

Nonostante 9 ore di treno alle spalle, la notte precedente insonne e il nervosismo, la prova è andata bene e i titolari mi hanno tenuto.

La scarsa esperienza mi ha portato i primi giorni a cadere realmente in disperazione (in certi momenti in cui ero da solo ho anche pianto e non mi vergogno a dirlo) sebbene in Liguria avessi continui problemi (nel realizzare l'impasto, nelle lievitazioni e nella cottura della pizza) c'era sempre il mio bravissimo maestro pronto a risolvermi tutti i problemi ed io, mi convincevo di averli risolti da solo.

Ebbene si, mi trovavo in un nuovo posto di lavoro da tre giorni, a 600km di distanza dove non conoscevo ASSOLUTAMENTE nessuno, con una pizza che non mi riusciva (faceva schifo) e tutti i problemi che chi vive da solo deve affrontare : spostamenti, panni da lavare, casa da pulire, mancanza di computer/famiglia/amici etc...

Eppure, dopo qualche momento di sconforto ho perseguito l'obbiettivo, risolvendo uno dopo l'altro i problemi e migliorando, acquistando altri libri per capire ancora meglio il mio lavoro e chiedendo consulenze per telefono e dal vivo a colleghi pizzaioli, che ringrazio ancora.

Sono stati mesi difficili, ho lavorato tutti i giorni senza riposo almeno 14 ore al giorno e nelle pause mi sono dedicato a visitare altre pizzerie, studiare e sentire colleghi, ma ho avuto grandi soddisfazioni, portando la pizzeria da 6-15 pizze iniziali che faceva con l'ex pizzaiolo (era ancora più improvvisato di me :-) ) a realizzare 300 pizze al giorno con picchi di 400 nei week end.

Ora sono tornato a casa perché mi sto specializzando con la cottura della pizza nel forno a legna e per metà ottobre, dopo aver fatto i campionati mondiali della pizza a Roma, partirò finalmente per l'Australia.

Quello che ho capito in questi mesi e che posso sinceramente dirvi è :

- NON improvvisatevi professionisti se non lo siete (sono rimasto dov'ero grazie ai datori di lavoro che hanno creduto in me e grazie alla mia totale e completa dedizione al lavoro)

- NON aspettatevi aiuto da nessuno perché nessuno vi deve nulla

- aspettatevi di arrivare a casa stanchi e senza forze e dovervi lavare/stirare/etc (non pensate che sia facile)

- un km a piedi o in bici è più lungo di un km in macchina ( lo so sembra banale ma non lo è) andate al supermercato a piedi e caricatevi di acqua e borse, poi uscite dal supermercato carichi come muli nel periodo della mietitura e pensate "ah già, sono a piedi, non ho la macchina" e dovete trainare tutto x 2 km a piedi o aspettare un'ora un mezzo pubblico mentre vi si scongelano i gelati

Con queste due righe voglio riassumere che se arrivavo in [B]Australia[/B] con un mese di esperienza (spacciandomi per pizzachef esperto che ancora non sono), scarsa conoscenza dell'inglese e magari camera condivisa, me ne sarei tornato in Italia due giorni dopo urlando al web che [B]l'Australia fa schifo,[/B] che [B]gli australiani sono tutti str*nzi[/B] e che [B]casa mia è la più figa pulita e comoda del mondo.
Giratevi i forum o sentite chi è tornato, è pieno di questi messaggi e perle di saggezza casalinghe.

[B]PARTITE CON L'IDEA CHE NON SARA' TUTTO ROSE E FIORI E CHE POTRESTE TROVARVI A LAVARE I PIATTI A MANGIARE COSE CHE NON VI PIACCIONO E A DORMIRE IN STANZE CHE NON VI PIACCIONO CON PERSONE CHE NON VI PIACCIONO (SPERANDO CHE NON PUZZINO/NON FUMINO/NON SI DROGHINO/NON FACCIANO CASINO).[/B]

Vi ho scoraggiato? Sono contento, almeno risparmierete 6.000 € che state per spendere e una forte delusione che vi state per prendere.

Una delle frasi più banali che spesso mi sento dire parlando delle difficoltà ad andare in Australia è :
"ci sono riusciti i nostri nonni 50 anni fa senza comodità, perché non dovrei farcela io!"
ed è proprio questo il motivo: [B]le comodità e le certezze[/B] che abbiamo qui in Italia e che diamo per scontato, come il nostro pc, la nostra casa/famiglia, il nostro cane e la compagnia di amici che ci passa a prendere sotto casa.

Se siete disposti a cambiare la vostra comoda vita con una incerta, in un luogo dove sarete soli:
BENVENUTI
perché come me state rischiando tutto per un sogno!

[I]Andate fiduciosi nella direzione dei vostri sogni vivete la vita che avete sempre immaginato[/I]([B]Henry David Thoreau)[/B]

Grazie a tutti per la lettura e buona Australia.
[RIGHT]Antonio L[/RIGHT]



Farina di grani antichi macinata su pietra, lievitazione a freddo 72 ore, burrata di bufala, pomodoro pachino, crudo San Daniele e basilico. Pizzachef Antonio L

Submit "La mia storia fra le dita" to Facebook Submit "La mia storia fra le dita" to Twitter Submit "La mia storia fra le dita" to MySpace Submit "La mia storia fra le dita" to Google Submit "La mia storia fra le dita" to Yahoo Submit "La mia storia fra le dita" to Digg Submit "La mia storia fra le dita" to del.icio.us Submit "La mia storia fra le dita" to StumbleUpon

Updated 16th October 2013 at 08:13 by Valerio

Categorie
Blog di italiani in Australia

Commenti

  1. L'avatar di Vincenzo Pontrandolfo
    complimenti.. questo si che è ragionare.. dare peso a quelle piccolezze che non calcoliamo nemmeno.. e soprattutto mettercela tutta per avere il meglio dalle cose che si stanno facendo.. non è da molti questo.. spero che la tua esperienza in AU sia positiva
  2. L'avatar di ANDREW76
    Bravo ti faccio i miei complimenti...hai ragione a scrivere questo post dettagliato...Ovviamente chi a gambe levate non riesce a realizzarsi in un paese in crescita e comunque ancora giovane e offerente come l'Australia... non riesce a realizzarsi neanche sotto casa con tutte le comodità a portata di mano... Ne vedo tanti di giovani anche qui i quali credono che il lavoro venga a bussarti alla porta o che arrivare in ritardo sia un diritto ( e la relativa sbrigliata di un titolare che ti paga sia esagerata e non dovuta. Italia o Australia, Cina o Usa.....chi nasce rotondo non può morire quadrato!!!!
  3. L'avatar di SweetPrimrose
    Bello il post e molto sincero...ormai sei li da molto come va?? Io arriverò tra qualche mese...facci sapere dove lavori...non per una pizza...sicuro almeno i primi tempi si deve risparmiare ma per fare due chiacchiere si! Ciao e grazie del post!

Trackbacks

Total Trackbacks 0
Trackback URL:

#