Portale Italiani in Australia - Vivere in Australia - Intervista Giovanni Lonetti
  • Vivere in Australia - Intervista Giovanni Lonetti

    "La gente in Italia si lamenta troppo. E non dipende dal lavoro: che ci sia oppure no, l'italiano si lamenta della sua routine. Per questo dovrebbe viaggiare, aprire la mente, fare un'esperienza di vita altrove. Si accorgerebbe che altrove l'atteggiamento delle persone è diverso."

    Parola di Giovanni Lonetti, trentenne di origini calabresi, che ha lasciato buone opportunità di lavoro in Italia, per inseguire il sogno di vivere un'avventura australiana.

    "Lavoravo come operatore ingest a Milano. Mi occupavo di controllare le video/news provenienti dall'esterno.
    In realtà mi ero trasferito dalla Calabria a Firenze per studiare giurisprudenza. Ma poi ho fatto tutt'altro lavoro: avevo una passione e l'ho coltivata. Tramite mio fratello, che di professione fa il cameraman, ho avuto l'opportunità di muovere i primi passi in questo settore. Non mi interessava il guadagno, mi bastava fare il mestiere che avevo sempre desiderato. Ho iniziato come operatore, poi mi sono specializzato in cinema, televisione e nuovi media a Milano".

    Un'altra grande passione di Giovanni era l'Australia. E non si è lasciato scappare neanche questa.

    "Avendo già compiuto 30 anni, avevo ancora poco tempo a disposizione per ottenere un Working Holiday Visa. Così mi sono deciso.
    Sono arrivato in Australia il 10 marzo scorso tramite Australianboard, che mi ha aiutato nella ricerca di un corso di inglese per perfezionare la lingua. Come prima cosa mi sono fermato a Sydney, per visitarla un po'. Ma poco dopo mi sono diretto ad Orange, dove ho iniziato a lavorare in una farm con lo scopo di ottenere fin da subito il secondo anno di Working Holiday Visa, per poter rimanere più a lungo. In questo primo mese di lavoro mi sono dedicato alla raccolta delle mele e credo continuerò a farlo anche dopo i 3 mesi necessari per ottenere il visto. E' un lavoro ben retribuito e i soldi ora mi servono per finanziarmi negli studi che potranno aiutarmi domani ad arricchire il mio curriculum.


    Anche se Giovanni, in Italia, aveva buone possibilità di fare carriera nel suo campo.

    "Avrei avuto delle opportunità di lavoro a Milano, come assistente alla regia. Oltre che presso altre aziende. Per questo i miei genitori non hanno accolto questa mia decisione di partire proprio con il sorriso.
    Ma io volevo fortemente fare un'esperienza di vita diversa. L'Australia poi l'ho sempre voluta vedere. Al mio paese, in Calabria, sono cresciuto con i racconti della gente che era partita 40 anni prima per trasferirsi qui. Questo mi incuriosiva. Inoltre, ad oggi l'Australia è forse l'unico mercato ancora aperto nel mio settore, nonostante le difficoltà che puoi incontrare se non hai il visto permanente.
    Se se sei una persona in gamba e con una specializzazione, puoi fare delle buone cose qui.".

    L'idea è quella di rimanere qui due anni e poi tornare a casa.

    "Dopo Perth, dove ho intenzione di trasferirmi presto per lavorare nel mio settore, potrei anche tornare a casa allo scadere dei miei due anni di visto. Sperando che nel frattempo la situazione economica italiana sia migliorata.
    Ritengo che spostarsi, viaggiare sia importante. In Italia si scade facilmente nell'abitudine e di conseguenza, soprattutto se non si è viaggiato, in quell'atteggiamento tipico italiano per cui tutti si lamentano del proprio lavoro continuamente, anche se guadagnano bene. Credo che questo sia frutto della routine. Qui la gente stacca dal lavoro e chiude la porta: noi il lavoro ce lo portiamo a casa. Se gli italiani facessero un giro da queste parti, forse cambierebbero mentalità."

    "Consiglierei a chiunque un'esperienza in Australia, pur sapendo che la conoscenza della lingua inglese è fondamentale per muoversi nel mondo del lavoro, così come una specializzazione. Tuttavia non capisco tutti quei laureati che arrivano in Australia e si mettono a lavorare nel campo dell'ospitalità: perché non farli a casa propria questi lavori, ci sono anche in Italia!"
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    italuzzie
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    20 ore fa
  • Sondaggio sul Working Holiday Visa

    Cosa vi spinge a lasciare il vostro paese? (Voti: 488)

    1. Voglia di avventura verso nuove sfide (Voti: 163)

    2. La situazione economica (Costo della vita) (Voti: 80)

    3. La situazione lavorativa (Disoccupazione) (Voti: 136)

    4. La situazione politica (Governo e ministri) (Voti: 72)

    5. Inquinamento e sanita' (Salute) (Voti: 2)

    6. Studiare all'estero (Istruzione) (Voti: 13)

    7. Corruzione - Media controllati e non liberi (Voti: 22)

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    Working Holiday Visa, Vi hanno richiesto controlli? (Voti: 148)

    1. Si, mi hanno richiesto di dimostrare di avere fondi sul conto corrente (Voti: 4)

    2. Si, mi hanno richiesto di dimostrare di avere il biglietto di ritorno (Voti: 1)

    3. Si, mi hanno chiesto di avere sia i fondi che il biglietto di ritorno (Voti: 0)

    4. Si, mi hanno richiesto gli esami medici (Voti: 5)

    5. Si, mi hanno chiesto biglietto, fondi e esami medici (Voti: 0)

    6. Non mi hanno chiesto nulla, e il visto mi e' arrivato subito ! (Voti: 138)

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    383877 2865274641944 1172274595 n by BonanzaBeatz
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    anguria by BonanzaBeatz
    Mia nonna al corso di inglese che faceva a melbourne nel 1958.Quelle in foto sono tutte ragazze italiane. La foto e' finita sul giornale locale.Il corso di inglese veniva fatto 2 volte alla settimana.Mia nonna e' la seconda in alto da dx.
    Mia nonna al corso di inglese che faceva a melbourne nel 1958.Quelle in foto sono tutte ragazze italiane. La foto e' finita sul giornale locale.Il corso di inglese veniva fatto 2 volte alla settimana.Mia nonna e' la seconda in alto da dx. by aroon
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