Portale Italiani in Australia - Australianboard
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    di Pubblicato il 25th February 2014 12:33  Visite: 3913 
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    I grandi eventi gratuiti a [B]Sydney, Melbourne, Brisbane, Perth[/B]: un modo per godersi le vacanze e trovare nuove occasioni per lavorare in [B]Australia[/B].
    Gli Italiani vengono in [B]Australia[/B] in cerca di uno stile di vita che non riescono a trovare nel loro Paese d’origine. Non parliamo solo di[B] lavorare in Australia[/B], ma anche di intrattenimento, cultura, [B]eventi[/B]. Uno dei nostri principali crucci sull’[B]Australia[/B] è il costo della vita: in pochi sanno che eventi di qualità altissima e con migliaia di presenze sono gratuiti qui in [B]Australia[/B].
    [PRBREAK][/PRBREAK]E’ stato un piacere vivere [B]eventi[/B] “free” ma ottimamente organizzati, che forniscono servizi di prima qualità a costo zero e vi fanno vivere le città in prima persona.
    Abbiamo avuto interviste esclusive con i team di questi festival, che ci hanno portato dietro le quinte e mostrato quanto i cittadini, pagando le tasse, abbiano anche il diritto di divertirsi.

    Abbiamo incontrato oltre 60 tipi di cucine diverse al [URL="http://www.qvm.com.au/"][I][B]Queen Victoria Market [/B][/I][/URL]di [B]Melbourne[/B], vissuto l’[B]Australia Day[/B] e la sua [URL="http://www.sydneyfestival.org.au/2014/Family/Ferrython/"][I][B]Ferrython[/B][/I][/URL] in prima linea, goduto della vista di una delle baie più belle del mondo dallo [URL="http://www.star.com.au/sydney-nightlife/Pages/Sky-Terrace.aspx"][I][B]Sky Terrace [/B][/I][/URL](e speso 5 euro per cena!!!), conosciuto artisti internazionali e indigeni allo spettacolare [URL="http://www.sydneyfestival.org.au/info/"][I][B]Sydney Festival[/B][/I][/URL], festeggiato il [URL="http://www.weekendnotes.com/chinese-new-year-celebrations-2014/"]Capodanno nella Chinatown[/URL] di [B]Melbourne[/B]…

    Ci siamo sentiti dire da Craig, il manager degli eventi del[I][B] [URL="http://www.sydneyolympicpark.com.au/"]Parco Olimpico di Sydney[/URL][/B][/I], che ogni spettatore ha voce in capitolo, in quanto contribuente: ho sentito una fitta al cuore pensando a come noi riteniamo la parola “pubblico”, in tutte le sue sfaccettature, una parolaccia.

    Vogliamo ringraziare tutte le magnifiche persone che abbiano incontrato durante questo cammino alla scoperta degli eventi gratuiti, e dedicare a loro e voi, [I][B]Mates[/B][/I], la nuova puntata di #VITAINAUSTRALIA.
    Apparentemente, [B][I]in Australia chi paga le tasse ha il diritto a divertirsi[/I][/B].
    Buona visione!
    [CENTER]
    [/CENTER] ...
    di Pubblicato il 20th January 2014 14:56  Visite: 4782 
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    koala-jpg

    #VITAINAUSTRALIA: un viaggio per mettervi in contatto con la comunità australiana e italiana in [B]Australia, [/B]che risponde ai dubbi e alle domande della nostra comunità web.

    Come nasce [B]#VITAINAUSTRALIA[/B] ? Riceviamo migliaia di mail di ragazzi che come voi vogliono andare a [B]vivere in Australia, [/B]che ci chiedono com’è la vita a [B]Sydney, Melbourne, Brisbane, Perth[/B]…
    Anche [B]lavorare in Australia[/B] è un argomento di forte interesse: è chiaro che la situazione di [B]crisi in Italia[/B] è il primo e più forte motivo che porta gli [B]Italiani in Australia[/B].
    [PRBREAK][/PRBREAK]
    Per questo[B] #VITAINAUSTRALIA[/B] è un progetto user generated: siamo partiti dai dubbi e dalle curiosità del nostro pubblico, voi [I]Mates[/I], e sulla base di questi abbiamo pianificato un blog tour, un viaggio in cui racconteremo la vita in [B]Australia[/B] con gli occhi di un Italiana appena arrivata.

    Gli Italiani che aspirano a viaggiare, emigrare e [B]studiare in Australia[/B], hanno spesso un’idea di questo continente che non corrisponde alla realtà dei fatti.

    Ad esempio: sapete veramente quanto costa la vita in [B]Australia[/B]? Siete sicuri di non riuscire a trovare un buon piatto di trippa, la vera pizza napoletana, o un’ottima carbonara a [B]Sydney[/B] o [B]Melbourne[/B]?

    Per noi la vostra esperienza, Mates, è al centro di tutto: vogliamo far vedere cosa c’è dietro la cartolina di [B]Bondi Beach[/B], la spiaggia più famosa al mondo, così come vogliamo rispondervi alla domanda: in cosa sbagliano gli Italiani cercando [B]lavoro in Australia[/B]?

    E’ vero che l’[B]Australia[/B] è piena di animali pericolosi? Come sono gli eventi a [B]Sydney[/B]? Che ruolo hanno gli Aborigeni nella [B]cultura australiana[/B]?

    Non abbiamo semplicemente risposto a queste domande: abbiamo intervistato gli “esperti in materia” in [B]Australia[/B].

    Vi mettiamo in connessione diretta con il loro pensiero, così da essere più onesti possibile sulla #VITAINAUSTRALIA.

    Vogliamo sciogliere qualsiasi dubbio e perplessità, e per questo ci “mettiamo la faccia” e ci sporchiamo le mani: proviamo in prima persona le meravigliose esperienze di questo continente, ma anche i consigli per l’uso da chi lo vive tutti i giorni.

    Chi sceglie gli argomenti di #VITAINAUSTRALIA ?

    [CENTER][SIZE=5][B]

    YOU![/B][/SIZE][/CENTER]



    Fateci sapere di cosa volete parlare, quali sono gli aspetti della #VITAINAUSTRALIA che vi piacciono o interessano di più


    • Sulla nostra pagina [B][URL="http://www.facebook.com/Australianboard"]Facebook Australianboard Australia[/URL][/B]
    • in [B][URL="https://plus.google.com/+Australianboard"]Google Plus + Australianboard[/URL][/B]
    • sul nostro [URL="http://www.youtube.com/AusBoardCommunity/"][B]canale Youtube[/B][/URL]
    • semplicemente commentando qui sulla nostra community web [B]australianboardcommunity.com[/B] subito sotto il video


    [CENTER][SIZE=5][SIZE=4]Buona Visione[/SIZE]
    Ciao, [I][B]Mates![/B][/I][/SIZE]



    [/CENTER] ...
    di Pubblicato il 1st January 2014 18:01  Visite: 7069 
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    La nostra #VITAINAUSTRALIA comincia così: [B]Capodanno[/B] a [B]Sydney[/B], per mostrarvi come festeggiano gli [B]Italiani in Australia[/B].

    Così comincia la mia vita in [B]Australia[/B]: cercando i [B]voli per Sydney[/B], “just in time for” [B]Capodanno[/B] con [URL="http://www.australianboard.com"][B]Australianboard[/B][/URL]. Perché [B]Sydney[/B]? Perché non [B]Melbourne[/B], [B]Perth[/B], o [B]Brisbane[/B]? [I]Mates[/I], lasciatevelo dire, ogni città[B] in Australia[/B] ha il suo perché, ma [B]Sydney [/B]rappresenta davvero la più spettacolare occasione di godervi le[B] vacanze[/B] in [B]Australia[/B] a [B]Capodanno[/B].

    Quali sono i numeri del [B]Capodanno[/B] a [B]Sydney[/B]?
    [B]Il Sydney Harbour [/B]possiede una baia tra le più spettacolari del pianeta, è la prima grande capitale a festeggiare il [B]Capodanno [/B]nel mondo… i festeggiamenti “del più bel [B]Capodanno [/B]del mondo, nel più bel porto del mondo”, dice Clover Moore, il sindaco di [B]Sydney[/B], sono stati i più belli degli ultimi 10 anni e hanno ospitato oltre un milione e mezzo di persone, per un costo di 6 milioni di dollari australiani (3,8 milioni di euro).
    [PRBREAK][/PRBREAK]Quest'anno si celebravano i cento anni dall'ingresso nelle acque di [B]Sydney [/B]della [I]Royal Australian Navy[/I], la marina australiana, e per l'occasione non sono mancate personalità internazionali del calibro del [B]Principe Henry[/B] d'Inghilterra… così come non è mancata la massiccia presenza di Australiani, fieri del proprio Paese e in prima linea nel festeggiarne le ricorrenze. [B]Vivere in Aus[/B][B]tralia[/B], quindi, significa anche festeggiare!


    Fra questi Australiani c’eravamo anche noi, Mates. Cosa vuol dire per gli [B]Italiani in Australia[/B] vivere il [B]Capodanno [/B]nella magnifica città di [B]Sydney[/B]? Prima di tutto, spendere pochissimo: l’evento è totalmente gratuito, e il [URL="http://www.sydneynewyearseve.com/"]sito ufficiale dell’evento[/URL] fornisce gratuitamente [URL="http://www.sydneynewyearseve.com/app/"]un’app[/URL] che permette a tutti di pianificare in anticipo il migliore spot dove guardare i famosi fuochi d’artificio nella baia di [B]Sydney[/B].


    Scelto [I]“the best spot”[/I], abbiamo fatto spesa in uno dei quartieri italiani per eccellenza, [I]Haberfield[/I], per avere il migliore prosciutto della città.
    Le ragazze hanno preparato insalata di riso e abbiamo montato le tende dalla mattina.

    Ci siamo ritagliati un nostro spazio esclusivo e comodissimo… la giornata è lunga, e [B]specialmente per chi ha bambini[/B], consigliamo l’opzione tenda perché vi permette di godervi la giornata senza preoccuparvi del sole che scotta e della brezza notturna.

    Ma, come si dice, le chiacchiere stanno a zero, per cui abbiamo girato per voi un video che riassume il [B]Capodanno [/B]dei [I]Mates[/I] a [B]Sydney[/B]… che ne pensate?

    Buona Visione da Alessia Clusini!!

    ...
    di Pubblicato il 19th July 2013 09:22  Visite: 5199 

    "La gente in Italia si lamenta troppo. E non dipende dal lavoro: che ci sia oppure no, l'italiano si lamenta della ...
    di Pubblicato il 5th July 2013 08:00  Visite: 9872 
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    "Via dall'Italia per ritrovare me stesso"


    "Non avevo più soddisfazioni nella mia terra. Per questo sono partito".

    Daniel Cecconello si è rimesso in gioco a 36 anni. Appena un mese fa, ha fatto le valigie e lasciato la sua casa di Padova alla volta dell'[B]Australia[/B], dove ora ha intenzione di rimanere il più a lungo possibile.

    "La prima volta che vidi l'[B]Australia[/B] fu nel 2002, da [B]turista[/B]. Dopo un breve viaggio in [B]Nuova Zelanda[/B], visitai [B]Melbourne[/B], [B]Perth[/B] e [B]Sydney[/B]. Me ne innamorai.
    Ma ad aprile scorso decisi di tornare con un obiettivo diverso. Volevo mettere radici."

    [PRBREAK][/PRBREAK]
    I primi passi nel nuovo continente, Daniel li ha fatti con l'aiuto di [URL="http://www.australianboard.com"][B]Australianboard[/B][/URL].

    "Avendo superato il limite di età per poter entrare nel paese con il [B]Working Holiday Visa[/B], sono arrivato a [B]Sydney[/B] con un visto da studente. Lasciando l'[B]Italia[/B] ero molto positivo e carico di speranze, ma - come tanti all'inizio - anche spaesato. Lo staff di [URL="http://www.australianboard.com"][B]Australianboard[/B][/URL] mi ha aiutato molto in questo. Sono rimasto stupito della loro praticità e disponibilità: mi hanno supportato in tutto, persino nella scelta della [B]scuola[/B]. Ma soprattutto mi hanno ascoltato e questo è importante per chi come me si trova improvvisamente catapultato in un [B]nuovo mondo[/B]."

    Daniel oggi vive a Leichhardt, un tranquillo quartiere di [B]Sydney[/B]. Studia di giorno e di tanto in tanto, alla sera, lavora in un ristorante della città per mantenersi.
    Ma in [B]Italia[/B] già navigava esperto nel [B]mondo del lavoro[/B] da anni. La profonda [B]crisi economica[/B] che sta attraversando il suo Paese è stata una delle cause che lo ha spinto a intraprendere con coraggio un cambio di vita così radicale.

    "Quando sono partito mi trovavo in una situazione di stordimento, avevo perso i miei punti di riferimento. Era cessata la mia attività nel [B]settore funerario [/B]e ne avevo già venduta un'altra in campo edilizio. La mia terra non mi dava più soddisfazioni, dovevo andarmene. Mio padre ha appoggiato la mia scelta, mia madre aspetta che io torni a casa. Ma io non ne ho alcuna intenzione, per ora."



    L'[B]Australia[/B] sembrava il posto più adatto per ricominciare.

    "Era il paese giusto per me - continua Daniel - [B]Multietnico[/B], [B]in fase di crescita[/B],[B] innovativo[/B]. Non hai importanza da dove vieni, ti viene data una possibilità se sei una persona valida. Inoltre qui esiste ancora l'opportunità per l'uomo di vivere a stretto contatto con la natura. Trovo sia una cosa molto bella.
    E' poco tempo che sono qui, è vero. Ma a differenza di altri, ho già le idee chiare. Sono arrivato con un progetto nella mente: studiare bene l'[B]inglese[/B], una lingua che ho sempre amato, per poter restare qui ed affermarmi un domani nel mondo del lavoro. Mi piacerebbe aprirmi un'altra attività nel [B]settore funerario [/B]o nell'[B]edilizia[/B], come quelle che avevo in [B]Italia[/B]. Oppure ricoprire un ruolo di responsabilità all'interno di un'azienda: poter crescere con essa ed avere delle gratificazioni personali ed economiche. Quelle che non sono più riuscito ad avere nel mio paese, per via della[B] crisi[/B]".

    D'altra parte, lo spirito da viaggiatore Daniel lo ha sempre avuto.

    "Già a vent'anni volevo [B]viaggiare[/B]. Questa voglia si è trasformata poi in una necessità: oggi sono molto arrabbiato con il mio paese per questo, lo ammetto. Tuttavia ritengo sia sempre importante [B]viaggiare[/B], ti apre la mente. Quando avrò maggior padronanza della lingua e più stabilità con il [B]lavoro[/B], mi piacerebbe girare meglio anche l'[B]Australia[/B].
    E poi, insomma, abbiamo un [B]mondo[/B] a disposizione… Cerchiamo di sfruttarlo!"

    [CENTER][I]

    Vi è piaciuta l'intervista a Daniel? Vi siete riconosciuti nella sua storia?
    Raccontateci la vostra esperienza in Australia, scriveteci se volete essere intervistati.
    Siamo curiosi di conoscervi!
    [/I][/CENTER] ...
    di Pubblicato il 20th June 2013 08:00  Visite: 7489 
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    Simone Medri, informatico di Cesena a [B]Sydney[/B]


    "Cercavo un [B]paese[/B] dove ci fossero regole e venissero rispettate. L'ho trovato".
    Simone Medri, 35 anni,[B] informatico [/B]di Cesena, sa il fatto suo. Arrivato in [B]Australia[/B] - a [B]Sydney[/B] - lo scorso ottobre, è già in attesa di un [B]visto di sponsorizzazione 457[/B].
    "Erano un paio di anni che cercavo il posto giusto dove poter ricominciare - racconta Simone - Lavoravo da quando avevo vent'anni e da oltre 15 avevo una mia web agency a Cesena. Ma non ne potevo più di combattere con il sistema italiano e tutte le sue difficoltà. Ne ho viste do ogni tipo, soprattutto nel mio campo. Così mi sono messo in moto per avere un futuro migliore".
    [PRBREAK][/PRBREAK]"Ogni 2/3 settimane partivo e andavo a sondare il terreno altrove - continua Simone - Sono stato prima in [B]Europa[/B]. Ma, tutta, ha risentito della crisi economica, compresa la Germania. Allora sono andato in Sud America, a Rio. Lì ci potevano essere delle buone possibilità, ma ero alla ricerca di un [B]paese [/B]dove poter vivere tranquillo: un paese che avesse delle regole e dove queste venissero rispettate. Invece, mi sono reso conto che la mentalità delle persone del luogo era la stessa di alcune in [B]Italia[/B]".
    E' stato allora che a Simone è venuta in mente l'Australia. "Ero fuori età per prendere un visto Working Holiday, quindi sono arrivato con uno Student Visa. E' stato in quella occasione che ho conosciuto lo staff di Australianboard: navigavo online, avevo bisogno di qualcuno che mi aiutasse a fare tutte le pratiche e mi sono imbattuto in loro. Devo dire che mi hanno semplificato la vita!".

    Simone ora frequenta una scuola di business in centro ed è già in attesa di un [B]visto 457[/B]. "L'azienda per la quale lavoro attualmente in North Sydney ha deciso di sponsorizzarmi: una charity, avevano bisogno di un [B]IT[/B] interno. Oggi mi occupo di [B]marketing[/B], strategy, web design e tutto ciò che è digital presso di loro. Mi trovo bene".
    Contemporaneamente, la sua attività in [B]Italia[/B] è ferma da otto mesi. "Voglio avere il [B]visto 457[/B] in mano prima di chiudere, per scaramanzia - spiega - Venire qui è stato un salto nel buio, un investimento in termini di tempo e soldi. E anche un rischio: fare questo passo a 35 anni non è come farlo a venti".
    Qui Simone ha trovato le famose 'regole' che cercava. "L'[B]Australia[/B] è perfetta sotto questo punto di vista. Trovo siano giuste anche le difficoltà per quanto riguarda i[B] visti[/B]: credo si stia cercando di arginare l'immigrazione per facilitare chi ha delle capacità reali, affinché non ci rimetta chi ha studiato seriamente".

    Simone ha scelto di vivere a [B]Manly[/B]. "Cercavo uno stile di vita rilassato, per questo ho evitato zone come [B]Bondi beach[/B], che ritengo troppo [B]turistiche[/B]. Inoltre io sono uno sportivo e volevo più tempo da dedicare ai miei hobbies, cosa che mi è sempre mancata in [B]Italia[/B]. Qui navigo, faccio [B]surf[/B], vado in bici".
    Da quando è qui ne ha visti tanti di [B]italiani[/B], ma ne ha frequentati pochi. "Partendo dal presupposto che sono una persona che sta bene anche da sola, dopo un po' ho avvertito l'esigenza di trovare un gruppo di amici. Ma ho cercato per quanto possibile di avvicinarmi a ragazzi stranieri piuttosto che [B]italiani[/B], sia per facilitare l'apprendimento della lingua, sia perché non volevo fare il classico errore di venire all'estero facendo l'italiano. Trovo sia giusto amalgamarsi con la gente del posto. Eppure ho trovato un amico proprio nel mio compagno di stanza, che è italiano".

    A Simone piace tutto dell'[B]Australia[/B], anche il cibo. "Gli ingredienti sono buoni, puoi cucinarti tutto quello che desideri. Il ragù mi viene meglio qui che in [B]Italia[/B]. Inoltre, io sono dipendente dalla [B]cucina romagnola [/B]e in [B]Manly[/B] ho trovato persino la lasagna". Ama l'[B]inglese[/B], tanto da studiarselo anche la sera a letto. "Mi addormento ascoltando documentari in [B]lingua inglese [/B]sulla storia, l'[B]economia[/B]. Lo trovo un esercizio molto utile".

    L'obiettivo è rimanere in [B]Australia[/B]. "Almeno per i prossimi due anni, non vedo al di là di quello. Anche se mi manca l'[B]Italia[/B]: mi mancherà sempre la nostra storia, la nostra cultura. Ma, ad essere ottimista, serviranno 15 anni per risollevare il nostro [B]paese[/B]".
    Nessun rimpianto quindi. "Meglio spostarsi, che lamentarsi!".
    [CENTER][I]


    Cosa ne pensate della storia di Simone Medri?
    Vorreste anche voi abbandonare l'Italia per fare un'esperienza di lavoro all'estero, magari proprio in Australia?
    Fateci sapere le vostre idee, commentate l'articolo qui o sulla nostra [URL="http://www.facebook.com/australianboard"]pagina Facebook[/URL] e condividetelo sugli altri canali social
    Vi aspettiamo![/I]
    [/CENTER] ...
    di Pubblicato il 14th June 2013 08:00  Visite: 3094 
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    [B]Shopping[/B] a [B]Sydney[/B], che passione


    Ce n'è per tutti i gusti e per tutte le "tasche" a seconda della zona della città in cui ti trovi.
    Partiamo dal centro, che in [B]Town Hall[/B] ha uno dei suoi palazzi più prestigiosi: il [B]Queen Victoria Building[/B], più comunemente abbreviato in QVB. L'edificio vanta alcune tra le firme di [B]moda[/B] più famose, presenti in decine di lussuosissimi [B]negozi[/B]. Distribuiti su ogni piano del palazzo anche ristoranti e piccoli [B]caffè[/B]/[B]salotti[/B], dove potersi gustare una tazza di tè o un milk shake mentre si riprende fiato tra un acquisto ed un altro.
    [PRBREAK][/PRBREAK]Ma appena usciti dal QVB siamo solo all'inizio delle spese pazze: nel Mall il cuore dello [B]shopping[/B], che si snoda lungo tutta la Pitt Street offrendo una serie infinita di [B]negozi [/B]di ogni tipo - [B]souvenirs[/B], [B]abbigliamento[/B], [B]profumeria[/B],[B] elettronica[/B] - aperti ogni giorno fino alle 5 pm e solo il giovedì fino alle 9 pm. Sempre lungo Pitt Street si trova anche la Strand Arcade, elegante galleria vecchio stampo - distribuita anch'essa su più livelli - dove accanto a piccoli, storici [B]caffè[/B] sorgono[B] negozi [/B]di artigiani locali (vedi quelli che vendono cappelli australiani e stivali) e boutiques restaurate con celebri marchi di moda al loro interno.

    Dai [B]negozi[/B] ai [B]mercatini[/B]


    [B]Sydney[/B] è famosa anche per i suoi [B]mercati[/B], tutti diversi tra loro e ognuno particolare a modo suo.
    Non c'è persona in città che non conosca Paddy's Market. Situato nel centro di Chinatown, puoi trovarvi veramente di tutto. Dagli articoli d'[B]abbigliamento[/B], a quelli per la cura del corpo fino al make up: tutto a basso costo. E ancora oggetti per la [B]casa[/B] e [B]souvenirs [/B]di ogni genere, per non tornare dall'[B]Australia[/B] "a mani vuote". Non manca un reparto interamente dedicato al cibo (il[B] mercato[/B] vero e proprio) con [B]frutta[/B], [B]verdure [/B]e [B]pesce[/B] fresco ogni giorno.

    Da Paddy's Market a Rocks Market, che si svolge la domenica a The Rocks. Anche qui è possibile fare acquisti di diverso tipo: dal "pensierino" per un amico all'[B]oggetto[/B] più ricercato e realizzato artigianalmente: vedi portabottiglie, cornici e taglieri tutti lavorati in legno, oppure borse e cappelli fantasia realizzati a mano.

    E ancora c'è il [B]mercato[/B] di Balmain, ogni sabato mattina e pomeriggio, che vende capi d'[B]abbigliamento[/B], [B]accessori[/B], [B]libri [/B]e [B]oggetti [/B]d'[B]arte[/B]. Così come i [B]mercati[/B] di Paddington (il sabato, dalla mattina), Bondi (la domenica mattina e pomeriggio) e Manly (sabato e domenica, da mattina a pomeriggio).
    Senza dimenticare il [B]mercato[/B] di Glebe (il sabato sempre, dalla mattina), dedicato agli amanti del vero vintage, che qui potranno divertirsi a frugare tra gli stands per aggiudicarsi [B]giacche, cappelli,[/B] gilets e pantaloni davvero originali. E soltanto per pochi dollari.[CENTER]

    Buon [B]divertimento[/B]!

    [I]

    Vi piace fare shopping a Sydney?
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    di Pubblicato il 6th June 2013 10:00  Visite: 7301 
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    In viaggio verso il Queensland per volere del padre


    "Quando sono arrivato in Australia avevo 10 anni e non conoscevo una parola di inglese. Sono diventato timido, non ho aperto bocca per due anni."
    Chi parla è Mario Pollicina, 73 anni di origini siciliane.
    [B]Arrivato nella Terra dei Canguri nel 1950[/B] per raggiungere il padre, da qui Mario non se ne è più andato.

    "Ci si potrebbe scrivere un libro sulla mia vita australiana - dice facendo un gran sorriso. E improvvisamente i suoi occhi si illluminano di quella luce che solo chi ha tanto da raccontare possiede - Cominciamo dall'inizio...
    [PRBREAK][/PRBREAK]Io vengo da Piedimonte Etneo, in Sicilia. Ero appena un bambino quando [B]misi piede in Australia per la prima volta[/B] - racconta Mario - Mio padre, che allora coltivava [B]la canna da zucchero a Tully[/B], nel [B]Queensland[/B], fece un 'atto di richiamo' per far venire me e una delle mie due sorelle. L'altra era già nata in Australia.
    [B]Lasciata l'Italia[/B] - continua - arrivai prima a Sydney. Quando la vidi pensai che era bellissima. Una cugina di mio padre, italiana, mi ospitò per due giorni a casa sua. [B]Aveva una farm a Liverpool[/B]: ricordo che facemmo una grande festa.
    Poi finalmente raggiunsi mio padre, nel [B]Queensland[/B]. Mi mancava tantissimo, erano due anni che non lo vedevo", dice ancora emozionato.

    Lì frequentai le scuole, per cinque anni - prosegue Mario - Ricordo che ero molto bravo in aritmetica, me lo dicevano tutti gli insegnanti. [B]Ma non sapevo una parola d'inglese e questo per me era un problema.[/B] Diventai improvvisamente molto timido, non parlavo. Anche perché ricordo che papà non parlava bene l'inglese e vedevo che gli altri lo prendevano in giro. Allora decisi che avrei studiato seriamente quella lingua a me sconosciuta, per poterla parlare bene."

    Gli anni passano e Mario comincia a costruirsi il suo futuro in Australia.

    "Mia sorella diventò cittadina subito e automaticamente, perché aveva l'età giusta, 4 anni. Io invece, che ero più grande, dovetti sbrigare le pratiche da solo - continua - Tuttavia, [B]poter ottenere un visto per rimanere in Australia non era così difficile come è diventato oggi per tutti questi ragazzi che vogliono emigrare[/B].
    Il mio primo impiego fu in un [B]laboratorio di zucchero a Tully [/B]- continua - Avevo 15 anni e guadagnavo 4 sterline a settimana. Subito dopo mio padre decise di trasferirsi a Sydney: prese tutti i suoi soldi e comprò una casa a [B]Petersham[/B]: gli costò 2000 sterline. [B]A Sydney ho lavorato per 5 anni in un laboratorio che faceva metalli[/B], fino a 21 anni. Finito quello, per altri 4 anni, [B]ho consegnato pacchi a domicilio[/B]. Arrivato a 25 anni ho iniziato a [B]lavorare nel campo delle costruzioni[/B] con mio cognato e, infine, a 29 ho ottenuto [B]il mio primo impiego da carpentiere per il governo australiano[/B]. Facevo le strade, i ponti. Un bel lavoro."

    "L'incontro con Rosa mi cambiò la vita"


    Nel frattempo Mario ha incontrato anche l'amore.

    "Rosa. Avevo 24 anni quando la incontrai, lei 14. Fu amore a prima vista. In realtà era una mia cugina di secondo grado originaria del mio stesso paese, Piedimonte Etneo. Venne anche lei in Australia con la mamma, proprio a [B]Sydney[/B]. Siamo scappati per amore.
    Poi lei rimase incinta, aveva 15 anni. Decisi di sposarla, ma dovetti andare in Corte per farlo."

    Una famiglia, la loro, destinata ad allargarsi sempre più e in poco tempo.

    "Dai 15 ai suoi 21 anni, Rosa mi ha reso padre di altri 3 figli. Ho avuto 3 maschi e una femmina da lei.
    Dopo Carmelo, nato nel 1965, che prese il nome dei nonno paterno, è arrivato Michele nel 1967, chiamato come mio suocero. E poi Maria, nel 1969, a cui abbiamo dato il nome di mia mamma. Infine John, nel 1972: John, come il grande John Wayne."

    "Ho continuato a fare il carpentiere fino all'età di 56 anni. Mia moglie cuciva a casa e tirava su i nostri ragazzi. Oggi abbiamo dieci nipoti, che vanno dai 7 ai 22 anni. La piccolina diventerà qualcuno di importante, ne sono sicuro, è così intelligente.
    Il problema è a Natale, con i regali… Io e Rosa non siamo ricchi, viviamo di pensione. Ma abbiamo avuto una vita meravigliosa. Un altro ancora e saranno 50 anni di matrimonio."

    Mario Pollicina ha ancora un sogno nel cassetto. [B]Rivedere la sua amata Sicilia ancora una volta[/B].

    "Non vado in Italia dal 1950. Non sono mai tornato a casa, [B]l'Australia è diventata la mia casa[/B]. Ma in famiglia parliamo ancora italiano.
    Vorrei tornare in Sicilia, rivedere quel paese che ogni tanto mi torna in mente: Fiumefreddo, ci abitavano i miei nonni…" ...
    di Pubblicato il 28th May 2013 08:00  Visite: 3600 
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    Nasce applicazione smartphone per aiutare [B]donne[/B] vittime di [B]violenza[/B]


    Arriva in [B]Australia[/B], in anteprima mondiale, un'applicazione per smartphone che corre in aiuto delle donne vittime di [B]violenza domestica[/B]. Il sistema, infatti, consente alla persona in questione di inviare un messaggio di allarme a un amico, un familiare o direttamente alla polizia, insieme con la posizione Gps dettagliata. Un servizio completamente gratuito, realizzato dal governo del Nuovo Galles del sud e dalla Polizia.
    [PRBREAK][/PRBREAK]

    Sydney, una metropoli in cui sentirsi sicuri



    Come sappiamo i casi di violenza sulle donne possono riguardare non solo la sfera domestica, ma anche quella pubblica. Prendendo in esame una grande [B]metropoli australiana[/B] quale [B]Sydney[/B], abbiamo chiesto ad alcune ragazze e ragazzi italiani che oggi vivono qui se reputano [B]Sydney[/B] una città sicura e - più in generale - se ritengono l'[B]Australia[/B] un paese più sicuro dell'[B]Italia[/B].


    "Considero [B]Sydney[/B] una città abbastanza sicura - dice Alessia, 20 anni, trasferitasi da [B]Milano[/B] l'ottobre scorso con il suo fidanzato - Personalmente non mi è mai capitato di essere importunata. Rischio che invece si corre in Italia, a causa soprattutto dell'alta concentrazione di zingari che girano. Mi ritengo una ragazza fortunata, in quanto neanche nel mio Paese mi è mai successo nulla di spiacevole - continua Alessia - anche se ammetto che in [B]Italia[/B] il mio ragazzo mi accompagnava e veniva a riprendere ogni volta andavo da qualche parte. Questo mi faceva sentire più sicura, mentre qui non ne sento il bisogno. Ritengo tuttavia che ogni persona debba stare attenta a se stessa, in qualsiasi parte del mondo si trovi".


    Dello stesso avviso Piero, trentenne di [B]Bologna[/B], che di ragazze a spasso per [B]Sydney[/B] e soprattutto di sera ne vede tante. "In generale, credo che qui le donne si sentano sicure. Mi capita di incontrarne tante, specialmente in tarda serata, che attraversano Hyde Park o altri quartieri di [B]Sydney[/B], insieme ad amiche o da sole - racconta Piero - e hanno l'aria di sentirsi tranquille. E poi le strade sono sempre piene di polizia. Inoltre, in questo Paese se fai una stupidaggine stai sicuro che la paghi".


    "Io mi sentivo sicura anche a casa mia, in[B] Italia[/B]". Parola di Sara, 27 anni, volata da Roma a [B]Sydney [/B]a dicembre. "Sarà perché è la mia città o perché la conosco, ma io uscivo tranquilla. Certo, anche a [B]Sydney [/B]mi sento sicura, specialmente in centro che è sempre monitorato. Magari vorrei la stessa illuminazione anche nelle altre zone della città, soprattutto di sera. Per una ragazza giovane, che gira da sola, la luce di notte dà la sensazione di una maggiore sicurezza. Certo è che di polizia qui ne vedi di più che in [B]Italia[/B]. E questo è un bene", conclude.


    [CENTER][I]
    E voi, vi sentite sicuri a Sydney?[/I]
    [I]Diteci le vostre impressioni su questa o altre città dell'Australia che avete visitato
    sia per un breve periodo di vacanza o più a lungo.[/I]
    [I]Commentate o condividete la notizia sulla nostra [URL="http://www.facebook.com/australianboard.com"]pagina Facebook [/URL]o altri canali social.
    La vostra opinione è importante per noi! [/I]
    [/CENTER] ...

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