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L'esperienza di Petrus in Australia

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  • L'esperienza di Petrus in Australia

    ...e comunque, dopo sei mesi (compiuti domenica scorsa) di permanenza qui, dopo essere arrivato col massimo possibile della preparazione psicologica, economica, professionale e quant'altro, dopo aver sperimentato ogni metodologia (door to door, passaparola, networking, linkedin, seek, ricerca in altri campi, creazione di una impresa e quant'altro) per inserirmi nel mercato del lavoro, partendo da due figure professionali, sia la mia che quella di mia moglie, inserite nelle skills on demand e quindi teoricamente richieste, dopo aver passato al setaccio anche tutte le offerte di lavoro in tutta l'Australia, sai cosa sto facendo in questo momento?
    Sto ritraducendo il mio resume in un CV in italiano, mentre mi appresto ad applicare per offerte di lavoro in Friuli/Veneto, dove ancora abbiamo per fortuna la casa dei miei suoceri.

    Dopo un impegno che se fosse stato profuso in Italia avrebbe dato da molto tempo i suoi frutti, tutto quello che un progettista meccanico con vent'anni di carriera ed un architetto da oltre dieci anni nel design sono riusciti ad ottenere, al momento, è un colloquio (domani) per un potenziale part time casual per fare caffè da un'amica che ha un bar della catena CIBO.

    E non ho viaggiato diecimila miglia per fare caffè, per quanto mi possa piacere questo posto.

    Un mesetto ancora, forse due, forse anche molto meno se le applications che mi appresto a fare in Italia dovessero avere esito particolarmente positivo, poi si traccerà la linea sotto la sommatoria di questa esperienza.

    Al momento, il risultato più probabile di questa sommatoria è "che delusione"...

  • #2
    Re: Ingegnere emigrato e tornato dall'Australia - La storia di outsider74

    Petrus, sei davvero tu a scrivere oppure qualche burlone ti ha hackerato l'account?

    Comment


    • #3
      Re: Ingegnere emigrato e tornato dall'Australia - La storia di outsider74

      No no, sono proprio io... Magari fosse un burlone.

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      • #4
        Re: Ingegnere emigrato e tornato dall'Australia - La storia di outsider74

        Petrus anche io come Kuriatko ho i miei dubbi che sia proprio tu a scrivere, però conoscendoti un poco per quanto hai scritto in tutti questi mesi sul forum voglio solo sperare che tu abbia scritto queste ultime righe...........................più per uno sfogo che perché veramente sei deluso !!! Pensa che mi sono andato a rileggere tanti tuoi post, anche quelli in cui non eravamo per niente d'accordo, tipo italiani vs australiani, e non posso pensare e soprattutto credere che proprio tu abbia scritto in merito alla tua esperienza australiana la parola "delusione". Vista la tua preparazione prima del passo che hai fatto per trasferirti in AU avevi sicuramente i tuoi buoni motivi e le tue buone speranze di trovare una sistemazione lavorativa inerente le tue esperienze professionale, fatto sta che ti hanno rilasciato il visto proprio per questo, però forse in questo momento sei pure stanco soprattutto psicologicamente di questi sei mesi in attesa di un lavoro che non arriva. Tu hai fatto una scelta di vivere ad Adelaide per tanti motivi, ma non potresti nel caso pensare di spostarti per una possibilità in una città con più offerte lavorative ??? Dai Petrus mettici ancora un altro poco di buona volontà e ...................di pazienza, poi tirerai le somme, io mi auguro che tu riesca a trovare il lavoro e ritrovare la serenità e lo spirito che ti ha spinto ad arrivare in Australia.

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        • #5
          Ingegnere emigrato e tornato dall'Australia - La storia di outsider74

          Forse Petrus sta sperimentando uno dei tanti sali-scendi che l'ottovolante chiamato "emigrazione" ti concede.
          I primi mesi in cui si arriva in un nuovo paese sono sempre i migliori, c'è tanto entusiasmo e ottimismo. Poi piano piano si fanno i conti con le prime delusioni e i momenti difficili.
          E a quel punto il confine tra lo scegliere di rimanere o il decidere di tornare in Italia è talmente sottile che il tutto può essere ribaltato e messo in discussione da un'ennesima giornata di sconforto o da un'inaspettata e bellissima svolta.
          "Viaggiare insieme e' come un tango, come strade che si incrociano, un po' d'asfalto, un po' di fango per due vite che si sfiorano...cercano. Viviamo senza risposte in altre direzioni e siamo sulla strada e aspettiamo qua fuori. Hai mai trovato quello che volevi? Sei mai partito per dove sognavi? Dentro gli sguardi e dentro le parole siamo passeggeri verso il nostro stupore."

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          • #6
            Re: Ingegnere emigrato e tornato dall'Australia - La storia di outsider74

            Sai che c'è Aussie, il posto qui mi piace tantissimo, ma la realtà è che dopo l'ennesima porta chiusa in faccia senza motivo, dopo la conferma da parte di una persona (che lavora qui al servizio di accoglienza degli immigrati) che purtroppo qui esistono anche programmi che, in automatico, scartano i curriculum inviati da persone col cognome non anglosassone, dopo aver provato sulla mia pelle cosa significhi non essere nemmeno degnato di un "no grazie" perché non sono del posto (e vaffanc@l@, sei te che mi ci hai attirato qua!), dopo aver ricevuto conferma (ennesima) che gli italiani qui devono solo fare caffè e pizza, dopo ormai oltre duecento domande di lavoro spedite, mi sarei anche un pochino rotto i c@gli@ni, o no?
            Perché (come direbbe Brignano) vabbé che vabbé, ma che davero davero? Eh!

            Per quanto riguarda lo spostarmi, comunque, fisicamente non posso dato che costa, ma è almeno un mese, se non di più forse, che sto rispondendo ad annunci in tutta l'Australia, spiegando per bene in ogni cover letter che "I am now based in Adelaide, SA, but I am seriously considering the opportunity to move interstate since the job market here is really stagnant, and your region would be a higly desirable place for me to live in"...

            ---------

            Oggi poi in particolare, gente che si definisce "il top management di Adelaide" (una simpatia cricca composta da un candidato a futuro sindaco, un noto proprietario immobiliare, dirigenti dell'ente che gestisce le strade dello shopping del CBD, e tutta una lunga sequela di personaggi), dopo tre mesi in cui ci han preso in giro promettendo rutilanti sviluppi qualora avessimo deciso di "cooperare per migliorare l'immagine di Adelaide fino a farla diventare la perla dell'emisfero australe" (non sono parole mie, ma loro), dopo avermi fatto lavorare giorno e notte per realizzare progetti di installazioni di arredo urbano su loro indicazioni, dopo avermi fatto fare la trottola coi fornitori per portargli preventivi in tempi impossibili (per loro, non per noi che ci siamo riusciti) alla fine messi alle strette hanno ammesso di non aver mai avuto veramente intenzione di lavorare con noi, che ci han dato questi incarichi solo perché li stressavamo con le nostre richieste di contatto (ma quando mai!!!) e che comunque non intendono ne realizzare le proposte ne pagare il lavoro svolto finora. Tutti, appena è arrivata la parola "pagamento", hanno cominciato a rispondere alla velocità della luce alle email (fino a ieri ci voleva almeno una settimana per un reply), affrettandosi a dire che non ci pagheranno, che non vogliono lavorare con noi, quando non addirittura a cancellare appuntamenti fissati da giorni ("il signor Xxxxx non può ricevervi domani, si è ricordato che parte per le vacanze e non tornerà prima di fine settembre". Ma che me stai a pijà per cuBo? Ieri non sapevi che faceva due mesi di ferie il tuo capo???).

            Ecco, forse si capisce meglio, ora, perché parlo di delusione.

            Magari domani andrà meglio, che ne so, magari settimana prossima qualcuno per sbaglio si decide a darmi un'occasione vera, per il momento però quello che ho rimediato è stato una lunga serie di silenzi, pochissimi "no" non molto motivati e una marea di caxxari.

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            • #7
              Re: Ingegnere emigrato e tornato dall'Australia - La storia di outsider74

              ok Petrus questo tuo topic rivaluta un po' interventi precedenti di altri utenti del forum che non volevano buttare tanti anni di carriera e esperienza in un lavoro che non fosse il loro. Certo che l'Australia e' un paese che ha tantissimi lati positivi, pero' ultimamente stanno uscendo fuori anche tante verita' nascoste, e forse e' ora di riconoscere che per loro, vista anche la tua esperienza, il sistema immigrazione e' prima di tutto un grande business. Di certo non avrai niente da rimproverarti, e nel caso dovessi pensare di rientrare, aggiungerai anche questa esperienza al tuo bagaglio culturale e lavorativo.

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              • #8
                Re: Ingegnere emigrato e tornato dall'Australia - La storia di outsider74

                Capisco bene Petrus.
                Di Resume ne ho inviati parecchi.
                Solo e-mail di risposta in cui dicevano che non ero entrato nella selezione.
                Quello che fa un poco abbattere (e ieri ero un poco arrabbiato) e' che nessuno si e' mai degnato a farmi almeno un'intervista per telefono.
                Fortuna vuole che almeno ho ancora il lavoro con cui avevo ottenuto 6 anni fa la residenza temporanea.
                Porto un esempoi: per una posizione in una ditta nostra cliente, hanno preso il mio collega....100% Ozzy.
                Io non sono stato considerato minimamente, nostante abitassi a due passi dal posto di lavoro e come single lavorare in turno sarebbe stato piu' facile.
                Sara' che per alcuni lavori il mercato e' saturo, ma inizio a pensare che snobbino anche le nostre professionalita' italiane e ci vedano appunto solo buoni a fare pizze.
                Per finire ho anche constato che senza buoni referenti nei CV non si va molto avanti...speriamo che la musica cambi in un futuro non troppo lontano.
                Ogni tanto penso se ho fatto bene a lasciare il lavoro in Italia per stabilirmi qui.

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                • #9
                  Re: Ingegnere emigrato e tornato dall'Australia - La storia di outsider74

                  Originally posted by aussie_napoli View Post
                  ...Certo che l'Australia e' un paese che ha tantissimi lati positivi, pero' ultimamente stanno uscendo fuori anche tante verita' nascoste...
                  Si, effettivamente è meno facile di come sembra prima di partire. Però resta un posto bellissimo, dove se riesci ad entrare nel sistema economico le potenzialità sono mostruosamente più alte, e con un lavoro, anche uno solo in una coppia, si fa una vita che non è affatto male.

                  Originally posted by aussie_napoli View Post
                  ...forse e' ora di riconoscere che per loro, vista anche la tua esperienza, il sistema immigrazione e' prima di tutto un grande business.
                  Oggi, parlando con la persona che lavora all'immigrazione, glie l'ho fatto riconoscere, lo ha ammesso anche lui: per il dipartimento sono molto importanti i 30/50.000$ che ogni migrante spende prima di tornare a casa. Mi ha anche confidato che sono sette anni che fa quel lavoro, e l'aspetto più brutto è quando persone che segue sono costrette a tornarsene indietro.

                  Originally posted by aussie_napoli View Post
                  Di certo non avrai niente da rimproverarti, e nel caso dovessi pensare di rientrare, aggiungerai anche questa esperienza al tuo bagaglio culturale e lavorativo.
                  Ci puoi scommettere, cavoli: la "cattiveria", la malizia imparata qui grazie alla competitività del job market qui in Italia tornerebbero di certo utili, anche se spero di non doverlo verificare di persona. Vediamo, al momento sono deluso, ma comunque non ho rimpianti. Quelli li avrei avuti solo se non fossi mai partito. Io tutto il possibile lo sto facendo, vada come vada, no regrets.

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                  • #10
                    Re: Ingegnere emigrato e tornato dall'Australia - La storia di outsider74

                    Originally posted by narvalo View Post
                    Capisco bene Petrus.
                    Di Resume ne ho inviati parecchi.
                    Solo e-mail di risposta in cui dicevano che non ero entrato nella selezione.
                    Beh dai, non ti è andata male, io di quelle ne ho ricevute due, la media è di un no ogni cento applications...


                    Originally posted by narvalo View Post
                    Quello che fa un poco abbattere (e ieri ero un poco arrabbiato) e' che nessuno si e' mai degnato a farmi almeno un'intervista per telefono.
                    Esatto: scartato sempre senza neanche vedere di cosa si tratta... Bah, lo trovo molto stupido da parte loro, perché così si precludono la possibilità di avere anche persone molto valide a lavorare per loro...

                    Originally posted by narvalo View Post
                    Fortuna vuole che almeno ho ancora il lavoro con cui avevo ottenuto 6 anni fa la residenza temporanea.
                    Guarda, per fetecchioso che sia un lavoro qui ti consente una vita che in Italia si avrebbe con un lavoro di fascia alta, quindi se ti stufi passamelo pure

                    Originally posted by narvalo View Post
                    Sara' che per alcuni lavori il mercato e' saturo, ma inizio a pensare che snobbino anche le nostre professionalita' italiane e ci vedano appunto solo buoni a fare pizze.
                    Non è una idea mia, anche questo è un discorso che è venuto fuori col tipo dell'immi (italiano anche lui di origine, anche se Aussie di 2^ generazione...).

                    Originally posted by narvalo View Post
                    Ogni tanto penso se ho fatto bene a lasciare il lavoro in Italia per stabilirmi qui.
                    Mah, al 99% si. Soprattutto perché sei partito avendo un lavoro, altrimenti il dubbio può essere lecito.

                    Comment


                    • #11
                      Re: Ingegnere emigrato e tornato dall'Australia - La storia di outsider74

                      si vabbè gli aspetti 'negativi' che emergono nei topic di lamento sono sempre molto molto MOLTO relativi... il materasso dell'ostello non è comodo come quello di casa... ma va?? diamo la colpa al DIAC!!
                      oppure la casa a 10 minuti da una cittadina costa di meno che una casa in centro a perth..

                      Petrus, non so in south australia ma qua a perth per qualsiasi lavoro pubblico devi vincere la tender che presenti tramite il sito internet, non chiedere al futuro sindaco.

                      poi sul computer che scarta automaticamente i nomi non anglosassoni scatta la risata compulsiva! devo dirglielo ai miei amici emigranti che lavorano da georgiou, bhp e downer... oltre a tutti gli australiani col cognome italiano che occupano posti di potere...

                      se vai su pomsinoz gli architetti inglesi si lamentano come te, perchè arriva gente di 40 anni ultra qualificata che pensa di trovare lavoro negli studi composti da proprietario architetto sgarzolo 30enne e 6 drafter, secondo voi quello vi assume e vi spara 150mila dollari l'anno? Lavoro per architetti ce ne sta a iosa, ma non è detto che sia lavoro dipendente, perchè la struttura delle imprese è molto diversa che in italia/europa e difficilmente gli studi sono grandi abbastanza da richiedere la presenza di tanti architetti e sopratutto le normative australiane sono molto incasinate per cui si tende a preferire chi le conosce già,dato che ogni ora di lavoro persa viene pagata a peso d'oro.
                      lo stesso discorso l'avevamo fatto tempo fa per l'ingegnere strutturista che non riusciva a trovare nulla, che la certificazione di un progettino di una casa se lo fanno pagare mille dollari e passa per dimensionare tre travi e un footing usando le tabelle (tempo totale passato sul progetto diciamo un'ora includendo la preparazione del disegnoe lo scambio di email) e si può tranquillamente lavorare dalla biblioteca pubblica e fare marketing usando gli elenchi pubblici di registered builder o anche semplicemente gumtree.. e l'abn costa zero ovviamente... a queste mie osservazioni non ho mai ricevuto risposta, evidentemente sono stupidaggini..

                      con questo non voglio dire che sia tutto rose e fiori per chiunque ma un minimo bisognerebbe essere obiettivi su che si sta confrontando e se si sbaglia qualcosa magari non dare la colpa solo a razzismo..

                      p.s. ultimamente noto che ai miei messaggi in generale viene risposto con un po di astio, probabilmente il mio italiano si sta arruginendo e non riesco piu a essere balanced, però questo mio post non vuole essere un'invettiva personale, ma solo un'osservazione che ti potrebbe fare un conoscente in tutta tranquillità mentre si discute davanti ad una birra
                      Alla fine rimarranno due categorie: chi chiede informazioni e sogna un futuro che non avrà mai e chi sta qua a lamentarsi del futuro che non è stato capace di ottenere. Per questo vi saluto e vado via.

                      Comment


                      • #12
                        Re: L'esperienza di Petrus dopo 6 mesi in Australia

                        Allora io non mi devo lamentare: di mail gentili e ipocrite in cui mi si ringraziava e si diceva che non ero stata selezionata per il colloquio ne ho ricevute a iosa e a bizzeffe. In 6 mesi di ricerca ossessiva di lavoro, ho la casella mail piena.. Ho fatto anche tre interviste telefoniche e una di persona. Quindi con me son stati particolarmente gentili, sti canguri ;-) Il risultato è però lo stesso: zero di zero lavoro. Bah.
                        Vabbè, è inutile farsi il sangue amaro. provo ancora qualche mese e se non funziona, tornerò a casa mia e alla mia vita.

                        Alla fine, anche se si rientra alla base in Italia o in Europa, si è dimostrato di avere molto coraggio a mettersi in gioco completamente in questo posto dove nulla è scontato.
                        Peggio sarebbe non aver mai provato e vivere con il rimpianto di una scelta mai fatta, per timore.

                        Comment


                        • #13
                          Re: L'esperienza di Petrus dopo 6 mesi in Australia

                          Erano poco più di 6 mesi fa quando ho iniziato a leggere questo forum e tu, Petrus, sei stato uno dei primi che mi ha risposto, che mi ha dato consigli, che ha aumentato quella voglia di cominciare a pensare, realisticamente, ad emigrare in Oz...
                          Per me, e penso per molti altri, se un'esempio da seguire... e leggere questo tuo commento mi fa piantare i piedi bene a terra... mi fa riflettere e mi rattrista se, alla fine, dovrai tornare in Italia...
                          Comincio a pensare che l'Australia non sia una possibilità per tutti ma solo per alcuni "fortunati" e "intraprendenti" che vogliono rimettersi in gioco.
                          L'unica cosa positiva che riesco a cogliere nel tuo discorso è... che a Milano, per campare, faccio Pizze!!!
                          Dai Petrus... resistiiiiiiiiiiii!!!! ;-)

                          Comment


                          • #14
                            Re: L'esperienza di Petrus dopo 6 mesi in Australia

                            Originally posted by Petrus View Post
                            Al momento, il risultato più probabile di questa sommatoria è "che delusione"...
                            Sono d'accordo con l'intervento di iGanz, a volte puo' bastare poco per ribaltare la situazione.
                            Ricordo momenti in cui ero davvero scoraggiato, anche subito dopo il colloquio per il mio attuale employer quando in pratica, pur essendo andato bene, ebbi l'impressione che cercavano un profilo piu' alto. Mi dissero di tornare il giorno successivo, anche se erano passate solo 4 settimane dal mio arrivo in Australia mi aspettavo l'ennesimo 'we regret to inform you...' e meditavo di rientrare, poi invece le cose andarono bene e mi ritrovai a firmare il contratto e con il morale alle stelle.

                            A volte basta poco, una conoscenza giusta, un colpo di fortuna, quella scintilla che possa far cambiare le cose...
                            D'altro canto non si puo' nemmeno aspettare a vita, l'Australia e' un paese che non ti consente di soggiornarvi a lungo senza avere una fonte di reddito o parecchi risparmi da parte.

                            Come detto piu' volte, mi ero dato sei mesi di tempo, trascorsi i quali sarei rientrato in Italia.
                            Con il permanent occorre trasferirsi entro 5 anni, per cui avrei tentato in un secondo momento, oppure avrei continuato a cercare stando in Italia (con poche probabilita', certo, ma sempre restando alla porta per quella eventuale scintilla...)...

                            Comment


                            • #15
                              L'esperienza di Petrus dopo 6 mesi in Australia

                              Originally posted by bobsburger View Post
                              p.s. ultimamente noto che ai miei messaggi in generale viene risposto con un po di astio, probabilmente il mio italiano si sta arruginendo e non riesco piu a essere balanced...
                              No, è che se pensi che chi scrive sia scemo o racconti stupidaggini, quando ciò non corrisponde al vero la gente se è educata ti manda a cagare, altrimenti se non lo è e ti ha davanti rischi che la birra la usi per aprirti la testa, Bob. Rileggi il tuo intervento, noterai che non è questione di termini quanto di concetti.

                              Ti aiuto, ripassando il resto del tuo post con te:

                              [COLOR=#3E3E3E]si vabbè gli aspetti 'negativi' che emergono nei topic di lamento sono sempre molto molto MOLTO relativi... il materasso dell'ostello non è comodo come quello di casa... ma va?? diamo la colpa al DIAC!!
                              Chi ha parlato di ostelli, quali letti, io parlo di questioni serie e tu le paragoni alla comodità degli ostelli, se io paragono la tua testa ad un organo riproduttivo maschile, declassandola quindi parecchio, la cosa può essere offensiva giusto? Ecco, esatto, uguale.
                              Specialmente perché nessuno ha parlato di ostelli e letti scomodi quindi partenza sbagliatissima ma anche gratuita.
                              [COLOR=#3E3E3E]oppure la casa a 10 minuti da una cittadina costa di meno che una casa in centro a perth..[/COLOR]
                              Questo c'entra meno di zero, e continua a dipingere chi ha esposto le proprie problematiche come qualcuno non in grado di comprendere neanche le banalità. Capirai benissimo come la persona a cui stai dando dell'estremamente stupido possa risentirsi nei tuoi confronti.

                              [COLOR=#3E3E3E]Petrus, non so in south australia ma qua a perth per qualsiasi lavoro pubblico devi vincere la tender che presenti tramite il sito internet, non chiedere al futuro sindaco. [/COLOR]
                              Dai, davvero? Non lo sapevo! Pensa che qui da noi quelli che sono futuri sindaci ancora non sono sindaci, quindi si occupano ancora di businesses privati! Incredibile, nevvero? Non so da voi, ma qui ad Adelaide chi spara sentenze senza nemmeno aver capito ciò di cui parla non da una buona impressione di se...

                              [COLOR=#3E3E3E]poi sul computer che scarta automaticamente i nomi non anglosassoni scatta la risata [/COLOR][U]compulsiva! devo dirglielo ai miei amici emigranti che lavorano da georgiou, bhp e downer... oltre a tutti gli australiani col cognome italiano che occupano posti di potere...[/COLOR]
                              Ridi su questo se vuoi. Tanto dopo questa affermazione mi pare non molto produttivo stare minuti a spiegarti concetti complicati, non sembri in grado di apprezzarli neppure dopo averli letti. Di nuovo, comunque, se tendi a dipingere il tuo interlocutore come una persona non in grado di afferrare evidenze, non è una questione di lingua arrugginita il motivo per cui poi "ti si risponde con un po di astio"...

                              [COLOR=#3E3E3E]se vai su pomsinoz gli architetti inglesi si lamentano come te, perchè arriva gente di 40 anni ultra qualificata che pensa di trovare lavoro negli studi composti da proprietario architetto sgarzolo 30enne e 6 drafter, secondo voi quello vi assume e vi spara 150mila dollari l'anno?
                              E secondo te io sono così coglione che vado dallo studiolo con proprietario architetto sgarzolo 30enne e 6 drafters, e oltretutto mi aspetto 150k? Ma hai un IQ esprimibile coi numeri naturali e vuoi fare lo spiritoso, Bob, o cosa? Non posso pensare che tu stia dicendo sul serio, che tu non sia in grado di capire che chi scrive sia qualcuno con segni vitali nella scatola cranica...

                              Lavoro per architetti ce ne sta a iosa, ma non è detto che sia lavoro dipendente, perchè la struttura delle imprese è molto diversa che in italia/europa e difficilmente gli studi sono grandi abbastanza da richiedere la presenza di tanti architetti e sopratutto le normative australiane sono molto incasinate per cui si tende a preferire chi le conosce già,dato che ogni ora di lavoro persa viene pagata a peso d'oro.[/COLOR]
                              [COLOR=#3E3E3E]lo stesso discorso l'avevamo fatto tempo fa per l'ingegnere strutturista che non riusciva a trovare nulla, che la certificazione di un progettino di una casa se lo fanno pagare mille dollari e passa per dimensionare tre travi e un footing usando le tabelle (tempo totale passato sul progetto diciamo un'ora includendo la preparazione del disegnoe lo scambio di email) e si può tranquillamente lavorare dalla biblioteca pubblica e fare marketing usando gli elenchi pubblici di registered builder o anche semplicemente gumtree.. e l'abn costa zero ovviamente... a queste mie osservazioni non ho mai ricevuto risposta, evidentemente sono stupidaggini..[/COLOR]
                              Vale certamente per i builders, in effetti mia moglie sta maledicendo il giorno in cui ha deciso che non avrebbe lavorato come architetto tradizionale costruendo case, dedicandosi invece al design in altri campi, perché altrimenti ora avrebbe esperienza in questo settore, l'edilizia, in cui le opportunità qui ci sono. Ancora, in fondo a questo segmento del tuo intervento, tendi a dipingere l'interlocutore come uno che dice stupidaggini. L'esperienza mi insegna che se ho sempre l'impressione che chi mi parla dica stupidaggini, forse sono io che ho problemi a comprendere ciò che mi viene detto...

                              [B][COLOR=#3E3E3E]con questo non voglio dire che sia tutto rose e fiori per chiunque ma un minimo bisognerebbe essere obiettivi su che si sta confrontando e se si sbaglia qualcosa magari non dare la colpa solo a razzismo..
                              [/COLOR]
                              Certo, ci mancherebbe, e se il messaggio che è passato in questo topic è che è tutta colpa del razzismo, forse sono io ad avere problemi col linguaggio arrugginito...
                              Last edited by iGanz; 23 July 2014, 04:57.

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